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Domenica la reliquia di Sant’Antonio in pellegrinaggio per tornare a Venezia

Domenica farà ritorno a Venezia la reliquia di Sant’Antonio, che per la prima volta è stata oggetto di un pellegrinaggio, durato una settimana, per confermare il legame tra Venezia e Padova in occasione delle celebrazioni per la nascita di Venezia, 1600 anni fa. La reliquia, un avambraccio del Santo custodito nella Basilica della Salute da oltre tre secoli e mezzo, ha toccato alcuni luoghi della terraferma veneziana - l’Ospedale dell’Angelo di Mestre, la parrocchia di Sant’Antonio a Marghera e l’Ospedale di Dolo - significativi di questo lungo periodo pandemico, che sono diventati spazi di sofferenza e di lutto, ed è stata esposta sull’altare del Santo, a Padova. Nata dalla collaborazione tra il Patriarcato e il Comune di Venezia, su invito del rettore della Basilica del Santo di Padova, la celebrazione è stata fortemente voluta dall’Amministrazione proprio in occasione dei 1600 anni dalla fondazione della città. 

Il viaggio di ritorno in laguna inizierà alle ore 12 e, come per il primo tragitto, la reliquia sarà scortata dall’Arma dei Carabinieri: si partirà con mezzi acquei dal Portello (Padova), si compirà un pellegrinaggio lungo il fiume Brenta, percorrendo le chiuse fluviali, sino alla laguna seguendo lo stesso tragitto che fece nel 1652 fa quando fu donata alla Repubblica Serenissima. Lungo il tragitto di ritorno verranno compiute alcune soste, senza discesa a terra, nei pressi delle parrocchie di Stra, Dolo, Mira e Oriago per un saluto alle comunità. Alle 18.15 la reliquia sarà accolta a Venezia dal Patriarca Francesco Moraglia e dall’assessore alla Coesione sociale e al Turismo Simone Venturini, in Campo San Samuele, da dove la reliquia, trasbordata sulla ‘Dogaressa’ bianca, l’imbarcazione storica della flotta dell’Amministrazione comunale per il trasporto dei Pontefici in visita a Venezia dagli anni ’60 a oggi, compirà l’ultimo tratto della “peregrinatio” lungo il Canal Grande sino a Campo della Salute. All’interno della Basilica della Salute, alle ore 18.45 il Patriarca presiederà una Santa Messa di ringraziamento. Il corteo acqueo e la celebrazione saranno trasmessi in diretta televisiva dall’emittente Rete Veneta (canale 18). La Messa potrà essere seguita anche in diretta streaming sulla pagina Facebook di Gente Veneta.

La devozione di Venezia a Sant’Antonio risale al 1651 quando, su proposta di Giovanni Grimani, che era stato podestà di Padova, la Serenissima fece voto a Sant'Antonio per chiedere la cessazione delle ostilità con l’Impero Ottomano. Dal 1645 al 1669 venne infatti combattuta una lunga ed estenuante guerra tra la Dalmazia e le isole dell’Egeo, in in particolar modo sull’isola di Creta (chiamata Candia dai veneziani). Creta-Candia, grazie alla sua posizione strategica, era il più grande, importante e ricco avamposto veneziano nell’Egeo ed era già occupata in parte dai turchi, che ne assediavano la fortezza veneziana. La Repubblica ricorse anche alla diplomazia per cercare di raggiungere una tregua o, quantomeno, ottenere il rinforzo di altre potenze straniere. Così, nell’erigendo tempio della Salute, progettato dal Longhena, si decise di realizzare un altare votivo al Santo. La reliquia venne trasferita a Venezia nel 1652 e da allora ininterrottamente, il 13 giugno di ogni anno, si svolge la celebrazione per sciogliere il voto, esponendo la reliquia sull’altare di Sant’Antonio per la devozione dei fedeli. 

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La città di Parma rende omaggio a Venezia e ai suoi 1600 anni di storia  con la mostra “Gloria D’Amore 2021”

Venezia, 17 giugno 2021 – È attraverso l’arte che la città di Parma sceglie di rendere omaggio a Venezia e alla sua storia con la mostra “Gloria D’Amore 2021”, organizzata in occasione delle celebrazioni per i 1600 anni dalla fondazione della città lagunare. Curata da Simonetta Gorreri e allestita all’interno della Peschiera del Parco Ducale della città emiliana, Gloria D’Amore 2021 è un’installazione artistica che basa la sua essenza sul riallestimento contemporaneo delle scenografie create dai fratelli veneziani Mauro per il matrimonio di Odoardo Farnese, figlio ed erede del duca Ranuccio II Farnese di Parma e Piacenza, con la contessa Dorotea Sofia di Neoburgo, evento descritto nel volume edito da Cariparma "Il dovere della festa. Effimeri barocchi farnesiani". La mostra, che sarà inaugurata venerdì 18 giugno 2021, alle ore 18.00, trova la sua cornice nell’elemento dell’acqua e, nello specifico, in quella della peschiera realizzata appositamente per l’evento che pone l’attenzione sull’importanza della valorizzazione del patrimonio ambientale locale anche attraverso lo strumento dell’arte.  

L’organizzazione di Gloria D’Amore 2021 è a cura di Artlife for the World Venezia, Associazione Culturale di mostre ambientali e F.I.A.S. Parma, mentre gli artisti che hanno contribuito alla realizzazione dell’allestimento sono: Julia Artico (Italia), Samuele Buset (Italia), Ylenia Deriu (Italia), Hugo Marie (Francia), DAMSS ART (Italia), Petra Liebl-Osborne (Germania), Maria Grazia Rosin (Italia), Antje Tesche-Mentzen (Germania).

Partner della mostra: Cariparma, Regione del Veneto, Fias – Federazione Italiana Attività Subacquee di Parma, Associazione Culturale Italo-Tedesca Venezia (ACIT), Assicurazioni Generali.

Per maggiori informazioni: https://www.facebook.com/artlifefortheworld.venice.

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La chiesa di San Giacometo aperta tutte le mattine in occasione del compleanno di Venezia

Venezia, 16 giugno 2021 – È considerata la chiesa più antica di Venezia, costruita nel 421 da un carpentiere, un certo Eutinopo, proveniente da Candia, che si sarebbe votato a San Giacomo perché facesse spegnere un grave incendio nell’isolotto di Rivus Altus. La chiesa di San Giacometo sorge nel cuore di Venezia, il mercato di Rialto, un tempo fulcro delle attività commerciali e finanziarie della città, e con esso ha sempre avuto una profonda connessione. In occasione delle celebrazioni per l’anniversario della fondazione della città, i 1600 anni di Venezia, la chiesa che per tradizione viene considerata la più antica, in quanto fondata nella stessa data di Venezia, si apre alla visita tutte le mattine. La chiesa è infatti visitabile tutti i giorni dalle 9.30 alle 11.30 (la domenica la messa è alle 10).

La chiesa – la cui facciata esterna è dominata da un grande orologio con il sole al centro e presenta un piccolo porticato gotico, unico esempio originale rimasto a Venezia – è gestita dall’Arciconfraternita di San Cristoforo e della Misericordia. Le sue origini si basano su testimonianze fissate da alcune date storiche di cui ancora oggi restano tracce visibili. In una delle due iscrizioni antistanti l’altare maggiore si ricorda la mitica fondazione della chiesa seguendo la tradizione riportata dal Doge Andrea Dandolo: le fondamenta della chiesa sarebbero state poste il 25 marzo 421 per onorare l’ex voto soddisfatto dal Santo, mentre la consacrazione della chiesa sarebbe avvenuta lo stesso giorno dell’anno seguente in presenza dei vescovi Saveriano di Padova, Ilario di Altino, Giocondo di Treviso ed Epodio di Oderzo.

Di certo venne ricostruita nel 1071 per volontà del Doge Domenico Selvo, mentre si salvò da un terribile incendio che, nella notte fra il 9 e il 10 gennaio 1514, distrusse buona parte della zona di Rialto. La chiesa rimase indenne e tale avvenimento venne interpretato come un segno della volontà divina a voler preservare dal fuoco la chiesa più antica di Venezia.

L’iscrizione del XII secolo, che si trova all’esterno dell’abside della chiesa, conferma il legame storico tra questo luogo di culto e l’area realtina: “Hoc circa templum sit jus mercantibus aequum, pondera nec vergant, nec sit conventio prava”, ossia “Intorno a questo tempio sia equa la legge del mercante, giusti i pesi e leali i contratti”. Si raccomanda, quindi, il rispetto dell’onestà dei prezzi e della lealtà nella stipula dei contratti.

Ai tempi della Serenissima fu sede di innumerevoli scuole di arti e mestieri di cui ancora oggi ne sono testimonianza gli altari: l’altare maggiore, ad esempio, fino alla fine del 1400, fu sede della Scuola dei Compravendipesce e lo stesso altare ospitò anche la Scuola dei Ternieri e Casaroli nel 1600, che radunava gli artigiani dedicati alla vendita di olio alimentare, miele, formaggi, carni suine fresche e salate. L’altare nella navata sinistra “apparteneva” invece alla Scuola degli Oresi, Zogielieri e Diamanteri (orefici, gioiellieri e tagliatori di diamanti).

L’area attorno alla chiesa di San Giacometo è ricca di curiosità legate a fatti storici, usanze e leggende. La più famosa tra queste è il Gobo de Rialto, di fronte alla Chiesa, una scultura formata da un tronco di colonna dello stesso granito rosso della pietra del bando di Piazza San Marco con a fianco una scaletta in pietra d’Istria su cui salivano gli araldi per leggere le condanne e la lista dei cittadini messi al bando. Sotto la scaletta si trova una cariatide ricurva, monumento ben conosciuto a molti ladri che, nel Medioevo, erano condannati a correre nudi da San Marco a Rialto, tra due file di persone che li frustavano e denigravano.

 

In Giappone i dolci tipici della Serenissima

La via che porta al Paese del Sol Levante profuma di uova, di latte, di farina, di burro. Da Venezia al Giappone passando attraverso secoli di tradizione. Che Venezia sia amata nel mondo è un dato di fatto. Che però pure i suoi dolci tipici siano talmente apprezzati da inaugurare una pasticceria intitolata a Venezia, a Otaru, appare una storia perlomeno curiosa. 

Non per Franco Colussi, soprannominato “Nono”, ossia nonno in dialetto veneziano, che di anni ne conta ben 86 e tutte le mattine, ancora oggi, si reca nel suo laboratorio a Dorsoduro, a pochi passi dall’Accademia e dal famoso Ponte dei Pugni, per realizzare a mano i dolci tipici della tradizione della Serenissima. Oggi come allora. 

Franco porta con orgoglio il cappello da pasticcere su cui campeggiano alcune scritte in giapponese. E sorride al ricordo di questa giovane ragazza: Ogata Francesca Eri, che ad Otaru, nel 2013 ha aperto una pasticceria specializzata nei dolci della tradizione veneziana. 

“Erano arrivate diverse lettere in laboratorio, in lingua italiana perché si faceva aiutare da un professore, chiedeva di assistere mentre lavoravo ma io non avevo mai risposto – racconta – a un certo punto mi sono stufato e ho risposto che il laboratorio era troppo piccolo e non c’era posto. Lei ha insistito, chiedendo di poter guardare da fuori e le ho detto di sì”. La ragazza si faceva trovare tutti i giorni alle 5, fuori della porta del laboratorio, in calle Lunga San Barnaba. “Il primo giorno è stata fuori, in piedi, circa quattro ore, poi mia moglie ha insistito con me per farla entrare e l’ho fatta sedere in un angolo – ricorda con affetto – lei prendeva appunti su tutto, anche sul movimento delle mie mani. Le ho chiesto perché non facesse fotografie e mi ha risposto che non sapeva se poteva. Ha tirato fuori due macchine fotografiche e ha fotografato tutto. Ha imparato a fare i nostri biscotti e si è aperta una pasticceria veneziana. Siamo ancora in contatto e sono andato anche io in Giappone, è una ragazza davvero eccezionale. Sappiamo che fa anche le focacce ma non le abbiamo assaggiate”. 

La prima volta che Ogata Francesca Eri entrò nel laboratorio di Franco Colussi fu in occasione di un viaggio in Italia, un Paese che la incuriosì dopo che il calciatore Hidetoshi Nakata fu acquistato dal Perugia.   

“La pasticceria era descritta in un articolo di una guida turistica che si intitolava “Viaggiare in Italia come se ci vivessi” – ricorda – poiché avevo deciso che il tema del mio viaggio sarebbe stato quello di assaporare i dolci tradizionali visitai Milano, Venezia, Firenze e Roma assaggiandoli tutti. Tuttavia, una volta tornata in Giappone, l’unico dolce che avrei voluto riassaggiare era la fugassa del signor Franco. Più passavano i giorni più il mio desiderio si intensificava, finché pensai di imparare a prepararla”. Nonostante fosse preparata al peggio, la giovane decise di scrivere una lettera alla pasticceria Colussi. “Mi risposero ringraziandomi ma anche scusandosi poiché, se avessi raggiunto Venezia, non mi sarebbe stato permesso di entrare in cucina per imparare la preparazione della fugassa – continua – per il signor Franco ero una sconosciuta e per lo più di un paese diverso: era normale fossi stata rifiutata. Tuttavia, non potevo arrendermi e per questo motivo, mentre scrivevo un’altra lettera in cui informavo che sarei venuta a Venezia, cercavo un modo per potermi recare lì”. Un budget a disposizione basso e un soggiorno che avrebbe dovuto essere di almeno tre mesi, Ogata Francesca Eri iniziò così caparbiamente la sua avventura. E sin dal giorno successivo al suo sbarco in laguna si presentò davanti al laboratorio di Franco. Dieci anni dopo la giovane aprì ad Otaru la sua pasticceria-caffè. Otaru si trova nell’isola di Hokkaidō, nel Nord del Giappone. Hokkaidō, oltre ad essere il luogo in cui Ogata Francesca Eri è nata e cresciuta, per la sua posizione è particolarmente adatto alla lievitazione dei dolci. 

“Inoltre, la qualità dei prodotti caseari e del grano dell’Hokkaidō è la più pregiata di tutto il Giappone – spiega – anche se Venezia e Otaru non sono “città gemelle”, anche qui c’è una fiorente industria del vetro, un piccolo canale e, nemmeno a dirlo, anche un museo di Venezia. Per questo ho aperto qui la mia pasticceria”. 

Il laboratorio di Franco Colussi

Il profumo che pervade il laboratorio è come il flauto magico per i topolini: appena si inizia a percorrere Calle Lunga San Barnaba non si può sbagliare strada, i sensi si attivano e il naso segue la scia. Franco è lì, con i suoi vivaci occhi azzurri, la sua gentilezza e capacità di farti sentire a casa tua. Dentro sono in tre e rappresentano le tre generazioni di casa Colussi: Franco, che ha aperto il laboratorio nel 1956, la figlia Linda e la nipote Marina che – a 29 anni, dopo una maturità classica alle spalle e dieci anni di lavoro a contatto stretto con il nonno – ormai conosce tutti i segreti della pasticceria veneziana. 

“Pensavo fosse venuta qui come parcheggio dopo la scuola – sorride – in realtà poi ho scoperto che andava a casa e faceva i compiti. Perché dieci anni fa insegnavo pasticceria all’istituto Barbarigo, si vede che le ho iniettato due o tre dosi di amore per la materia senza rendermene conto. E così, un giorno, per il suo compleanno ha voluto non un regalo qualsiasi ma una planetaria”. 

Franco parla, e finché parla non smette di affettare – rigorosamente a mano – un filone lungo e stretto da cui ricava i baicoli, forse i biscotti più conosciuti ed esportati. 

“I baicoli li facciamo con la pasta madre, come sono sempre stati fatti prima che inventassero il lievito di birra – racconta– e continuiamo a tagliarli a mano. Per fare i baicoli ci vogliono 30 ore, come per fare la “fugassa”, la focaccia veneziana. Ma non è che li impasti e li lasci lì, ogni tre ore li devi guardare, li devi coccolare”. Il lievito è molto antico e non si si riesce a stabilire davvero quanto: è lo stesso che Franco utilizzava quando lavorava in pasticceria da “Bonifacio” a Murano. Il suo vecchio maestro gliene diede in dono un piccolo pezzetto per aiutarlo ad avviare la sua attività, quindi potergli dare un’età è molto difficile.

I dolci veneziani

Il laboratorio Colussi è specializzato nelle “cose vecchie”, per dirla con le parole di Franco. Realizza pochi prodotti ma tutti esclusivamente della tradizione veneziana. Qui si possono ancora trovare i zaleti, il bussolà forte di Murano, i savoiardi, i buranelli, gli amaretti, perfino i pevarini, oltre ai baicoli, alla focaccia e alle piccole spumiglie. Sono tutti dolci secchi perché, come spiega Franco, un tempo li inzuppavano nel vino di Cipro, che è un vino liquoroso, oppure nella panna.  

I pasticceri a Venezia hanno una lunga fama. Nel 1493 si riunirono in corporazione, gli “Scaleteri”, con le proprie Mariegole (uno statuto). Ci sono due spiegazioni sull’origine del nome: una si riferisce a un dolcetto tipico con sfoglie sovrapposte che quindi sembrava formare una scaletta, l’altra perché il forno era ad un’altezza diversa rispetto ad oggi, aveva una buca e per uscire bisognava saltar fuori: per cui, ad un certo punto, inserirono una scala. 

La fugassa veneziana, il dolce più amato nel mondo 

Se parliamo di dolci, Venezia nel mondo è conosciuta per la focaccia, che è diversa dal panettone e dal pandoro, è più soffice e, come dice Franco, sembra di non averla nemmeno mangiata. E proprio grazie a questo impasto si conserva intatta per diversi giorni. “Ma no, non dura, creda a me – sorride – appena si inizia a mangiarla si finisce subito”. 

Non è questione di dosi, come spiega Franco, perché le dosi sono scritte su tutti i libri del mondo e pure in internet. “La dose – dice – è come uno spartito di musica: puoi avere Bach, Shopen, Beethoven, prendi lo spartito e suoni, ma la maggior parte delle persone non si rende conto che lo spazio tra una nota e l’altra è musica. Come una poesia: se la leggi senza punteggiatura non vale niente. Facciamo un esempio ancora più basso: un gomitolo di lana e due ferri da calza, dieci punti dritti e dieci rovesci, a me viene una cosa, a lei un’altra. E tornando alla musica: una volta che hai lo spartito e il violino non puoi suonare come Uto Ughi o come Paganini”. 

E anche in Giappone la fugassa veneziana è il dolce più amato. “La amano davvero tutti – conferma Ogata Francesca Eri – per poterla realizzare ho visitato Venezia per 10 anni. Ci metto tutto il mio entusiasmo per prepararla, portando sempre nel cuore le parole del signor Franco: La passione alleggerisce le fatiche”.

Le frittelle veneziane 

Le frittelle erano il dolce più usato dai veneziani. Oggi si mangiano solo a Carnevale, ma un tempo venivano fatte in qualsiasi occasione conviviale. “Un matrimonio, un fidanzamento, qualcuno che ti veniva a trovare – racconta Franco – le frittelle erano il segno di una cosa bella, erano il massimo della festa. E la frittella veneziana ha il buco, anche se si crede che quella a palla sia la tradizionale”. Oggi le frittelle sono apprezzate a livello locale e nazionale, mentre all’estero vengono superate dalla focaccia.  

Il segreto

“Il segreto di fare dolci buoni è che debbano piacere a me, che da 75 anni faccio il pasticcere e ancora li mangio – conclude Franco – Se piacciono a me che sono nauseato un po’ da tutto, allora vuol dire che piacciono anche al cliente. E per essere buono non deve essere grasso, deve essere leggero”.

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I Vocal Skyline reinterpretano l’inno della Serenissima per i 1600 anni di Venezia

La musica diventa protagonista del legame tra la Venezia del passato e quella del presente. Il gruppo musicale Vocal Skyline, infatti, ha scelto di reinterpretare in chiave moderna “Spirto di Dio”, il brano che, dal 1736 fino alla caduta della Repubblica, veniva considerato l’inno della Serenissima. La Repubblica di Venezia, fino ad allora, non aveva mai avuto un vero e proprio inno ufficiale anche se, negli anni, molti brani erano stati considerati tali, alcuni di questi concepiti dopo la sua caduta e altri cantati originariamente in latino. Ma è nel 1736 che, a bordo del bucintoro nel giorno dell’Ascensione e dello Sposalizio del Mare, venne intonato per la prima volta un inno in lingua italiana, dal titolo “Spirto di Dio” diventato poi, a tutti gli effetti, la canzone ufficiale della Repubblica Serenissima di Venezia. 

Questo brano, composto da Antonio Lotti con le parole di Zaccaria Vallaresso accompagnava musicalmente le celebrazioni della Festa della Sensa e il rito del “matrimonio” che Venezia, ancora oggi rinnova con il suo mare.  Le sue parole recitano così:

Spirto di Dio,

ch’essendo il mondo infante,

tanto sull’onde il pié posar vi piacque,

fate liete quest’acque.

Dove la fè più salda e pura,

di pietà e di valor con prove tante,

dei secoli nel corso intatta dura,

e stendasi regnante,

da mare a mar la Veneta fortuna,

finché eclisse fatal tolga la luna.

 

Il gruppo di giovani veneziani, composto da un coro di quaranta voci, in occasione dei 1600 anni di Venezia, ha deciso di riportare alla memoria dei veneziani questa canzone, intonandola come segno di speranza verso 

un nuovo splendore della città di Venezia.
 

Per ulteriori informazioni, consultare i siti ufficiali: 

www.vocalskyline.it e www.marcotosoborella.it
 

 

 

Venezia 1600. Tutti gli eventi di questa settimana (14-20 giugno 2021)

Continuano le celebrazioni per i 1600 anni dalla fondazione di Venezia (421 – 2021) con diversi eventi in programma in questa settimana che va dal 14 al 20 giugno 2021. 

Da webinar su temi di attualità a visite guidate nella Basilica di San Giovanni e Paolo fino a passare per tour tematici in giro per la città con il Su e Zo Detour, le istituzioni culturali del Comune di Venezia e la città stessa offrono diverse occasioni per far scoprire a cittadini e visitatori nuovi scorci di storia veneziana, partecipare a dibattiti culturali e godere delle bellezze artistiche del passato con uno sguardo sempre diretto verso il futuro e l’innovazione. 

Mercoledì 16 giugno 2021: Webinar “Mercanti e arte contabile a Venezia in età preindustriale”

Evento online su Zoom

Continua il ciclo di webinar organizzato dal Dipartimento di Management dell’Università Ca’ Foscari Venezia con l’appuntamento dedicato al tema “Mercanti e arte contabile a Venezia in età preindustriale in programma, online, il 16 giugno alle ore 17.00. 

Venezia arriva fino a noi con i suoi 1600 anni di storia. Problemi, difficoltà, cambiamenti, hanno plasmato la Venezia che conosciamo attraverso un continuo evolversi per il miglioramento e per la sopravvivenza. Guardando al futuro, quali sono le sfide che ci aspettano e come possiamo affrontarle per far sì che questo traguardo sia solo uno di molti altri a venire?

Intervengono il Prof. Edoardo Demo (Università di Verona) con un approfondimento sui Mercanti di Terraferma a Rialto nel Rinascimento; la Prof.ssa Stefania Montemezzo (Università di Padova) con un focus sul tema “Di vender a denari o a tenpo o a baratto, come meglio ci parerà. Il finanziamento dei commerci nella contabilità veneziana del Rinascimento”.

La partecipazione è libera previa prenotazione attraverso il form dedicato.

Venerdì 18 giugno 2021: Tour guidato alla scoperta di “Marco Polo alla corte dei domenicani”

Basilica di Ss. Giovanni e Paolo

Con la ricorrenza dei 1600 anni di Venezia, la comunità domenicana dei Santi Giovanni e Paolo vuole celebrare grandi personaggi storici e figure illustri della Serenissima, le cui vicende sono legate alla Basilica e ai domenicani dei Santi Giovanni e Paolo, come Marcantonio Bragadin, eroe dell’assedio di Famagosta, il doge Sebastiano Venier, vincitore a Lepanto nel 1571 o Igor Stravinskij, le cui esequie ebbero luogo proprio a San Zanipolo. Inoltre, una recente scoperta, rivela lo stretto rapporto tra Marco Polo e i domenicani dei Santi Giovanni e Paolo, i quali per lui traducevano (dal volgare al latino) “Il Milione”, per agevolarne la diffusione e renderlo una sorta di guida turistica dell’Oriente.

Dal 4 giugno all'11 settembre 2021 le visite verteranno solo su Marco Polo con "Marco Polo alla corte dei domenicani" per scoprire aneddoti e storie del più grande viaggiatore di tutti i tempi attraverso la Venezia medievale fino a Campo Santi Giovanni e Paolo per la tappa finale che sarà nell’omonima basilica dove verrà raccontata la recente scoperta del legame tra Marco Polo e i domenicani dei Santi Giovanni e Paolo nonché molte curiosità sulla sua vita veneziana. 

Le prossime date: 25 giugno, 2, 9, 16, 23, 30 luglio, 4, 11 settembre (agosto solo su richiesta). Per partecipare è necessaria la presenza di minimo 10 persone e la quota a persona è di 25€.

Per info e prenotazioni contattare il 345 9294952 o scrivere alla mail: alessandra.massignani@goguide.it

 

Sabato 19 giugno: I domenicani e la Scuola Grande di San Marco. Visite guidate e percorsi tematici

Basilica dei Santi Giovanni e Paolo e Scuola Grande di San Marco

Nell’ambito delle celebrazioni per i 1600 anni di Venezia, i frati domenicani dei Santi Giovanni e Paolo vogliono celebrare questa importante ricorrenza, ricreando quell’antico legame tra religiosi e le confraternite laiche delle Scuole. In questa speciale occasione, la Basilica dei Santi Giovanni e Paolo e il Polo museale della Scuola Grande di San Marco, aprono le proprie porte al pubblico con proposte di visita inedite e percorsi tematici. Questa iniziativa mira ad approfondire e riscoprire il rapporto tra i domenicani e le scuole di carattere religioso, dedicate alla devozione di un santo, tra le quali, la Scuola più facoltosa ed imponente di Venezia: la Scuola Grande di San Marco.

Le attività:

·       Visite guidate alla Basilica dei Santi Giovanni e Paolo, alle sue Scuole (Scuola del Rosario e Scuola di S. Orsola) e alla Scuola Grande di San Marco, con guide volontarie formate e i frati della Basilica dei Santi Giovanni e Paolo. 

·       Percorso tematico con pannelli o audioguida per visitatori autonomi e biglietto agevolato per la visita di entrambi i siti (Basilica Santi Giovanni e Paolo + Scuola Grande di San Marco) 

In partnership con: Polo culturale e museale della Scuola Grande di San Marco

Per maggiori informazioni visitare il sito: https://www.santigiovanniepaolo.it.

 

Domenica 20 giugno 2021: Su e Zo Detour alla scoperta della storia di Venezia

Prendendo ispirazione dalle celebrazioni per i 1600 anni di Venezia, la “So e Zo per i Ponti” organizza una serie di percorsi tematici (So e Zo Detour) alla scoperta della città e della sua storia. Grazie al coinvolgimento delle guide turistiche autorizzate di Venezia e dei Volontari della Su e Zo sarà possibile, per piccoli gruppi di persone, approfondire la conoscenza della città in modo nuovo e originale. Le visite guidate “Su e Zo Detour” saranno proposte non soltanto il giorno designato della Su e Zo per i Ponti ma durante tutto l’anno, in base a un calendario di appuntamenti mensili che proporranno itinerari e temi sempre diversi. Una parte del ricavato ottenuto dalle quote di partecipazione ai “Su e Zo Detour” consentirà alla Su e Zo per i Ponti di garantire una base solida per il fondo di beneficenza dedicato alle iniziative solidali a sostegno del territorio locale (“Premio per le Scuole Don Dino Berti”) e delle Missioni salesiane nel mondo (per il biennio 2020-2021 il sostegno è diretto alla comunità salesiana Monte Salvado di Quebrada Honda in Perù).

 

  • DETOUR A SAN POLO: “La nascita di Venezia tra mito e leggenda”
    Domenica 20 Giugno 2021


L’itinerario, che attraversa tutto il sestiere da Campo San Rocco, passando per Campo dei Frari e Campo San Polo - il più grande della città dopo Piazza San Marco - fino a giungere a Campo San Giacomo di Rialto, tocca alcuni degli edifici più emblematici della fede e della carità cristiana in città, presentando non solo luoghi di culto come chiese e basiliche ma anche la tradizione delle Scuole Grandi, sedi di confraternite laiche che erano dedite alla solidarietà verso malati e bisognosi. La visita prosegue alla scoperta del mercato di Rialto, da sempre il cuore del commercio e simbolo del potere economico di Venezia, e si conclude presso la chiesa di San Giacomo di Rialto detta di San Giacometto, sul luogo dove secondo la leggenda fu fondata la Città di Venezia il giorno 25 Marzo dell’anno 421 d.C., come testimonia la fonte manoscritta del “Chronicon Altinate”.

 

  • DETOUR A CASTELLO: “L’Arsenal de’ veneziani e la potenza della Serenissima sui mari”
    Domenica 20 Giugno 2021

Un itinerario nel cuore di Castello, il sestiere più a est della città caratterizzato dalla presenza dell’Arsenale, simbolo della potenza marittima della Repubblica di Venezia. Giungendo da Rialto, e facendo tappa presso alcune tra le chiese più significative del sestiere – dalla basilica di S. Giovanni e Paolo, pantheon dei Dogi, alla chiesa di S. Francesco della Vigna, dalla facciata palladiana, da S. Giustina a S. Martino a S. Giovanni in Bragora – arriviamo a costeggiare ampi tratti delle mura dell’Arsenale. Fondato intorno al 1150, in questo grande cantiere navale venivano costruite le galere della Repubblica di Venezia. Il portale di accesso in campo dell’Arsenale, del 1460, è uno dei primi esempi di stile rinascimentale a Venezia; tra i quattro leoni ai suoi lati spicca il Leone del Pireo, trasferito a Venezia dopo la presa di Atene nel 1687 da parte della Serenissima.

Caccia al tesoro e visite-evento in Basilica dei Santi Giovanni e Paolo sulle tracce della Serenissima

A caccia di storie e aneddoti, per ripercorrere la storia della Serenissima che aveva scelto questo luogo come Pantheon per la sepoltura dei suoi Dogi. La Basilica dei Santi Giovanni e Paolo è uno degli edifici religiosi più imponenti di Venezia, in grado di comunicare tutta la sua magnificenza, tanto sobria all’esterno quanto maestosa all’interno. Il convento, un tempo, era infatti un polmone culturale molto importante per la Serenissima, noto in tutto il continente europeo per l’impatto che aveva e per le attività che qui si svolgevano.

In occasione dei 1600 anni di Venezia e degli 800 anni dalla morte del fondatore San Domenico, la comunità domenicana dei Santi Giovanni e Paolo celebra i grandi personaggi storici e le figure illustri della Serenissima, le cui vicende sono legate alla Basilica e ai Domenicani, come Marcantonio Bragadin, eroe dell’assedio di Famagosta, il doge Sebastiano Venier, vincitore a Lepanto nel 1571 o Igor Stravinskij, le cui esequie ebbero luogo proprio a San Zanipolo, come soprannominata dai veneziani. Un modo per aprire le porte della Basilica a tutti i visitatori che abbiano voglia di fare un viaggio a ritroso nel tempo. 

“A fronte di un aumento del turismo a Venezia negli ultimi anni, noi abbiamo assistito a una flessione della tendenza dei turisti e questo ci rammaricava perché, oltre ad essere dispiaciuti per un turismo dedicato solo a San Marco, significava che un simile patrimonio era praticamente misconosciuto – spiega il superiore della comunità dei frati Domenicani, padre Michele Scarso – abbiamo così deciso di dare un nuovo impulso per attirare i visitatori nella nostra Basilica e anche per aprire le porte ai veneziani stessi, che magari non conoscono tanto la storia di questa Basilica, che rappresenta la storia della Serenissima attraverso i personaggi che qui sono custoditi”. La Basilica ha origine da un sogno che fece il Doge Jacopo Tiepolo nel 1234.

“A lui si deve la presenza di noi frati Domenicani qui a San Giovanni e Paolo perché sognò che questo luogo semi sommerso dall’acqua Dio lo aveva destinato a noi frati predicatori – racconta – l’area venne quindi bonificata e da allora la Repubblica Serenissima ne ha sempre avuto un occhio di riguardo, erigendolo dal 1450 a luogo di sepoltura dei Dogi di Venezia (ne contiene 25) e dei funerali di Stato”.

Ma la Basilica dei Santi Giovanni e Paolo custodisce non solo le spoglie di numerosi Dogi ma anche di tanti personaggi importanti e celebri per la storia della Serenissima: in un’urna è contenuta ad esempio la pelle del capitano Bragadin, noto come l’eroe veneziano di Famagosta, che fu torturato e scorticato vivo dai Turchi dopo la presa della città. 

Tre le iniziative che la Basilica ha organizzato per il compleanno di Venezia: da una caccia al tesoro insolita, rivolta a bambini ed adulti, a visite-evento per ammirare quei luoghi che solitamente sono interdetti al pubblico.  

“Le iniziative che abbiamo pensato per Venezia 1600 servono per rispolverare l’antico ruolo che la Basilica e i Domenicani avevano all’interno del consenso cittadino – spiega Lisa Zecchin responsabile della valorizzazione turistica e culturale della Basilica – Questa è la Basilica più grande di Venezia, scelta come luogo per le cerimonie di Stato dal Consiglio dei Dieci e luogo di sepoltura per Dogi e importanti veneziani. La prima iniziativa è una “Caccia al tesoro” per grandi e piccini alla scoperta dei dettagli tra cui anche il simbolo della “Vanità”, che spesso i visitatori non colgono perché in un angolo periferico. Un altro simbolo importante per i Domenicani è quello del cagnolino che tenderemo a valorizzare per i bambini”. La “Caccia al tesoro” si terrà il 12 giugno e il 24 luglio. 

Un’altra iniziativa riguarda la collaborazione dei Domenicani con la Scuola Grande di San Marco e il rapporto che essa ha avuto loro. “Infatti, la Scuola Grande di San Marco si trova nell’ex convento domenicano, oggi Ospedale Civile di Venezia – continua Zecchin – abbiamo deciso di istituire un biglietto a tariffa agevolata per la visita di entrambi i siti e soprattutto organizzeremo delle visite-evento che permetteranno di visitare sia la Basilica sia la Scuola Grande e alcune aree del convento che oggi non sono aperte ai visitatori. Sarà quindi una visita del tutto esclusiva e andrà, appunto, a far scoprire il patrimonio dei Domenicani ai veneziani”. Le date delle visite-evento sono il 19 giugno e 10 luglio.

Un’ultima iniziativa vede protagonisti i personaggi celebri sepolti in Basilica, che sono passati per la casa dei Domenicani. 

“Con l’aiuto delle nostre guide volontarie andremo a riscoprire la storia e gli aneddoti di questi personaggi, in primis Marcantonio Bragadin e Sebastiano Venier, il Doge che ha vinto la battaglia di Lepanto nel 1571 – conclude la responsabile – e poi, soprattutto, parleremo anche dell’ultimissima scoperta che ha al centro il rapporto stretto tra Marco Polo e i Domenicani”. Il prossimo appuntamento è venerdì 11 giugno alle 15; le visite proseguiranno fino a settembre con cadenza settimanale (agosto su richiesta). 

Per informazioni e iscrizioni https://www.santigiovanniepaolo.it/eventi/

Il legame storico tra Venezia e Concordia Sagittaria in un ciclo di conferenze

Il legame storico che lega Venezia a Concordia Sagittaria spiegato attraverso un ciclo di conferenze. In occasione del compleanno di Venezia, la sua fondazione 1600 anni fa, il Museo nazionale Concordiese – in collaborazione con il Gruppo archeologico V.O. e l’associazione “Fondazione Colluto” – organizza sabato 12 alle 17 la conferenza intitolata “Le città d’acqua nell’antichità nell’alto Adriatico: il caso di Iulia Concordia” (relatore Alberto Vigoni). Si tratta del secondo appuntamento del ciclo di conferenze, intitolato “Le vie d’acqua e la navigazione: da Iulia Concordia a Venezia”, organizzato per far conoscere il rapporto che la città di Venezia ha da sempre con l’importante centro romano. 

La partecipazione alla conferenza in Museo è su prenotazione obbligatoria con posti limitati in ottemperanza alle misure anti Covid19. Si potrà però seguirla in modalità “live” tramite il link: https://meet.google.com/xty-nxsq-eyk (si accede alla piattaforma entro le ore 17).

Concordia si trova nelle vicinanze della grossa cittadina di Portogruaro, lungo il fiume Lemene ai margini delle bonifiche della Valle di Zignago e della laguna di Caorle. L’insediamento si sviluppò tra il IX e l’VIII sec. a.C. e venne occupato definitivamente dai romani tra il 40 ed il 42 a.C., che qui vi fondarono la colonia di Iulia Concordia, come avamposto difensivo nord orientale. Fu naturalmente trasformato in fortezza e città, con mura larghe fino a due metri lungo tutto il perimetro della collina, munite di monumentali porte ai quattro punti cardinali. 

Il suo nome deriva probabilmente dal termine “Sagittae”, perché nel terzo secolo divenne piazzaforte militare con una fiorente fabbrica di frecce. Un’antica leggenda vuole che il legionario che trafisse il Cristo sulla croce si fosse ritirato a Concordia e nella sua casa ospitò l’evangelista San Marco, inviato ad evangelizzare Aquileja al tempo capitale della “X Regio Venetia ed Histria”, la più ricca regione dell’impero. Sempre la leggenda vuole che San Marco scrivesse il suo Vangelo proprio nella casa del Centurione.

 

Marco Polo e il Milione tradotto in latino-veneziano dai frati predicatori di San Giovanni e Paolo 

A volte le scoperte si fanno così, a caso, o forse assistiti dalla fortuna. O magari semplicemente sollevando un lembo di una pergamena che rivela uno dei nomi veneziani più evocati in tutto il mondo. Marco Polo con il suo Milione, un trattato storico e geografico, un libro di viaggi, ancora oggi considerato un capolavoro della letteratura italiana per la sua rilevanza. Il Milione di Marco Polo ne ha fatta di strada, e ancora ne farà. Perché tante sono le curiosità che gli studiosi non hanno finito di indagare. Una recente scoperta, da parte degli studiosi dell’Università Ca’ Foscari, apre nuovi scenari sul rapporto stretto tra il veneziano Marco Polo e i frati
Domenicani della Basilica dei Santi Giovanni e Paolo. Nelle iniziative che i frati hanno organizzato in occasione dei 1600 anni di Venezia, anche Marco Polo sarà quindi un vero e proprio protagonista. Da venerdì 11 giugno, alle 15, con cadenza settimanale verranno organizzate delle visite guidate per conoscere i personaggi più famosi le cui spoglie sono conservate all'interno della Basilica. E sarà l’occasione per parlare dei Domenicani, che tradussero dal volgare al latino il Milione per agevolarne la diffusione e renderlo una sorta di guida per l’evangelizzazione dell’Oriente. Tutto inizia dal ritrovamento, da parte di Marcello Bolognari, al primo anno di dottorato di Ca’ Foscari in italianistica, di un documento finora inedito e sconosciuto che mostra la presenza, e il ruolo, di Marco nel convento Domenicano di Venezia dopo il suo ritorno dalla prigionia a Genova. 

“La scoperta della pergamena con la citazione poliana datata 31 marzo 1323 ha sostanzialmente due micce: una diretta e una indiretta – spiega Bolognari – quella indiretta è stata la comunicazione del testamento di Marco Polo, a cura di Attilio Bartoli D’Angeli nel 2019, che ha restituito alla verità storica il nome di uno dei due frati Domenicani citati da Marco nelle sue ultime volontà. La miccia diretta è stata invece la felice intuizione di Antonio Montefusco dell’Università Ca’ Foscari, che ha suggerito l'importanza che avrebbe avuto la ricerca in archivio di Stato di Venezia, e nel fondo Santi Giovanni e Paolo, di altri documenti che attestassero la presenza di questi due frati,
chiamati Benevenuto e Cetorio o Centurio”. 

La pergamena è in latino, scritta da un notaio padovano e sostanzialmente certifica l’accettazione da parte dei frati Domenicani, riuniti in capitolo, di un ingentissimo lascito testamentario da parte di un ricco e probabilmente mercante veneziano di Santa Trinità chiamato Giovanni Dalle Boccole, che era morto nel 1321. Questo lascito come specifica lo stesso attestatore, era destinato “all’amplificazione” della Chiesa dei Santi Giovanni e Paolo.

Il ritrovamento della pergamena è importante perché non lascia dubbi sull’effettiva esistenza di uno stretto scambio tra il mercante e i predicatori, che per lui eseguirono una traduzione “Z” del libro, ossia latino-veneziana: tra i firmatari riuniti a capitolo nel convento, compare infatti anche il nome di “Marco Paulo de confinio Sancti Iohannis Grisostomi”. 

“La pergamena in questione attesta la presenza di Marco Polo nel capitolo dei frati predicatori dei Santi Giovanni e Paolo di Venezia – continua Bolognari – Questa menzione è particolarmente importante per due motivi: il primo è che abbiamo un’attestazione della vita di Marco Polo una volta tornato dal viaggio in Cina, nel 1295, e serve quindi ad illuminare una nuova tappa nel cammino di Marco. Il secondo motivo, che è ancora in via di approfondimento, è il risvolto filologico che ha questa scoperta sul Milione. La teoria che viene quasi confermata da questo documento è che Marco Polo, una volta tornato a Venezia dalla prigionia genovese conclusasi nel 1299, avesse rivisto una nuova versione della sua opera insieme ai frati predicatori dei Santi Giovanni e Paolo, quindi i i frati veneziani”.

Una delle curiosità di questa vicenda riguarda proprio il suo casuale ritrovamento. 

“È di grande formato – racconta lo studioso – e la cosa più curiosa è che il nome di Marco era sotto una piega. Non ce ne siamo accorti fino a quando a quando non abbiamo semplicemente sollevato quel lembo”.

Il rapporto tra il viaggiatore veneziano e i frati va anche contestualizzato nello scenario che, tra il 1200 e il 1300, vede uno slancio missionario in Oriente: Marco Polo, era evidentemente persona di piena fiducia dell’Ordine, all’interno del capitolo del convento veneziano, e il suo libro era un fondamentale strumento per l’evangelizzazione grazie alle informazioni e conoscenze antropologiche
dei costumi orientali.

“L’aspetto curioso del Milione è che c’è una versione originale franco-italiana scritta a Genova con Rustichello da Pisa durante la prigionia, però il successo di questa opera è stato talmente immediato e travolgente che sostanzialmente della versione originale abbiamo un solo manoscritto, mentre è stata tradotta tantissime volte in catalano, in volgare veneto, emiliano, in latino più volte – conclude Bolognari – Quindi diciamo che il Milione è noto perché è plurilingue e non della lingua originale: soprattutto le latinizzazioni sono molto legate all’Ordine Domenicano. Questa particolare versione soprannominata “Z” dagli studiosi presenta delle aggiunte rispetto alla versione franco-italiana che si dicono essere originali. Quindi non si capiva come fosse possibile che questa versione latina avesse dei dettagli in più rispetto alla versione franco-italiana. L’idea che ci siamo fatti è che Marco Polo, una volta tornato a Venezia, si sia dedicato ad aggiungere altri brani alla sua opera, magari dopo qualche chiacchierata. Quindi questa versione “Z” presenta dei dettagli aggiuntivi, che reputiamo siano stati fatti da Marco con i frati”.

Per informazioni e iscrizioni

https://www.santigiovanniepaolo.it/eventi/.
 

Webinar “Mercanti e arte contabile a Venezia in età preindustriale” a cura Dipartimento di Management dell’Università Ca’ Foscari

Venezia, 9 giugno 2021 – Altro appuntamento promosso dal Dipartimento di Management dell’Università Ca’ Foscari di Venezia in occasione dei festeggiamenti per i 1600 anni di Venezia. Il ciclo webinar “Mercanti e arte contabile a Venezia in età preindustriale” prosegue con il tema dei bilanci d’impresa mercoledì 9 giugno alle 17. Sono previsti due interventi che vedranno come relatori Andrea Caracausi (Università di Padova) e David Celetti (Università di Padova) che parleranno rispettivamente di “I bilanci di un’impresa di passamanerie nel Seicento veneto: la Eredi Giupponi & Co. di Padova” e “Mercanti e l’Arsenale. Il caso delle forniture di tele da vela tra Cinque e Seicento”.

Il ciclo di seminari, organizzato dalla professoressa Paola Lanaro (già docente di storia economica all’Università Ca' Foscari), vede confrontarsi dei relatori scelti tra i massimi esperti italiani di storia economica dell’età pre-industriale con l’obiettivo di rilanciare lo studio del tema delle pratiche contabili e mercantili in chiave storica.

“Volendo fare un breve excursus con riferimento alla storia economica veneziana di età premoderna - spiega Lanaro - le figure dominanti sono appunto i mercanti veneziani e questo non solo nella penisola, ma anche fuori in quanto operavano su ampi raggi d’azione. Dietro ai commerci presenti già nel periodo preveneto nell’area del nord Italia, i protagonisti sono appunto i grandi mercanti veneziani e questo anche nel mondo intero. Se questo è noto, ben pochi sanno che furono proprio i veneziani tra i primi a praticare la partita doppia, declinandone un modello più rispondente ai loro traffici internazionali: la partita doppia alla veneziana.”

Per partecipare al seminario è necessario iscriversi in anticipo al seguente link:

https://unive.zoom.us/meeting/register/tZUkf-mvpj0pEtCdGbPicc6C_YAvrOEpGefv

L’Ammiraglio Andrea Romani racconta l’Arsenale di Venezia, da cantiere navale della Serenissima a sede della Marina Militare e del Salone Nautico

Venezia, 8 giugno 2021 – È una storia di uomini, di barche e di mare quella dell’Arsenale di Venezia che pochi giorni fa ha ospitato la seconda edizione della manifestazione dedicata alla nautica nazionale e internazionale. Un’arte navale, quella raccontata in nove giorni di Salone Nautico, che è tornata nella sua “casa naturale” portando con sé tutte le innovazioni della nautica contemporanea nei luoghi dove otto secoli prima gli arsenalotti costruivano le imbarcazioni della Repubblica Serenissima. 

Oggi sede della Marina Militare, l’Arsenale di Venezia continua a rievocare l’atmosfera di splendore e il lavoro di tutti i fabbri, cordai, arsenalotti, carpentieri e architetti che hanno dato vita, in questo luogo, alle galee e a tutte le altre imbarcazioni veneziane che hanno reso grande la flotta della Serenissima nel Mediterraneo. A raccontare le curiosità e gli aneddoti dell’Arsenale di Venezia e delle imbarcazioni oggi conservate nel Museo Storico Navale, partendo dalla storia di questo luogo fino ad arrivare al legame con la Marina Militare, è l’Ammiraglio Andrea Romani. 

La nascita e l’espansione dell’Arsenale di Venezia

L’Arsenale di Venezia, in origine, non era situato nel Sestiere di Castello dove lo troviamo oggi, ma si trovava nei pressi di Piazza San Marco. Era stata la necessità di avere una flotta di imbarcazioni più sicura per continuare a mantenere rapporti commerciali con l’Oriente a far sì che Venezia avesse un primo cantiere navale per la costruzione delle galee ma, fu solo nell’XI secolo che questo venne trasferito da Piazza San Marco a Castello, dove si trova ancora oggi, contribuendo al grande e repentino sviluppo della città.  

Uno dei punti dei centri nevralgici della vita e del potere navale, l’Arsenale di Venezia era lo stabilimento della produzione navale di Stato attraverso il quale si assicurava la capacità di stabilire, attraverso la costruzione di navi veneziane, nuove rotte commerciali e di proteggerle. Questo è stato un fattore determinante nello sviluppo della potenza navale della Serenissima nel Mediterraneo, simboleggiato anche dal fatto che l’Arsenale aveva una struttura di gestione e controllo molto accurata ed efficace nelle cui posizioni si alternavano gli esponenti delle grandi famiglie patrizie veneziane. La centralità nella vita pubblica e politica della città era testimoniata anche dal fatto che l’ammiraglio dell’Arsenale manovrava il “Bucintoro”, la barca di rappresentanza della Repubblica Serenissima conservata proprio nelle mura del cantiere navale, durante le grandi occasioni come lo Sposalizio del Mare e dal fatto che gli arsenalotti erano una maestranza ben strutturata capace di lavorare con estrema professionalità chiamata non solo a produrre le navi ma a intervenire anche nel caso di incendi, rappresentando una sorta di protezione civile ante litteram.

Già nel ‘300 l’Arsenale di Venezia rappresentava uno dei cantieri navali più importanti a livello europeo, al punto da essere citato perfino nell’Inferno di Dante, nel XXI canto, come “l’Arzanà de Viniziani”, il luogo di pena dei barattieri. Quello che era il cantiere originale si espanse successivamente fino ad arrivare, nel periodo a cavallo tra il ‘400 e il ‘500 al suo massimo splendore con la costruzione di mura di cinta su un perimetro di 3 km e delle case destinate alle maestranze avendo impiegati oltre 4000 arsenalotti e costruendo addirittura una galea al giorno. Questo tipo di imbarcazione veneziana a remi era lunga 41 metri e, normalmente, necessitava dai 6 ai 12 mesi per la costruzione. 

Nel XIV secolo la produzione dell’Arsenale di Venezia triplicò e necessitò della creazione di nuovi reparti e catene di montaggio per velocizzare la produzione, anche in vista della minaccia turca, e dell’innalzamento di una “porta di terra” che divenne il primo esempio di costruzione architettonica rinascimentale della città. 

Il rapporto dell’Arsenale di Venezia con la Marina Militare 

Oggi l’Arsenale di Venezia ospita la base navale della Marina Militare con un rapporto di estremo rispetto verso uno dei luoghi simbolo dell’espansione marittima veneziana del passato. All’interno della struttura ha la sua sede l’Istituto di Studi Marittimi della Marina Militare che è un importante centro di formazione e polo culturale della Marina. Gli ufficiali, all’interno di questa sede, frequentano, insieme a studenti civili e ufficiali di altre Marine di Paesi alleati un Master in Studi Strategici e Sicurezza Internazionale in collaborazione con l’Università Ca’ Foscari Venezia. Oltre all’aspetto formativo e culturale, oggi, l’Arsenale di Venezia è una base navale in cui vi sono permanentemente basate due navi della Marina Militare: la nave Aretusa e la nave Ponza. Queste due imbarcazioni sono rispettivamente: una nave idro-oceanografica che effettua rilievi attraverso i quali si producono carte nautiche e documentazione nautica; e la Nave Ponza, ottimizzata per il supporto dei fari e dei segnalamenti marittimi. Oltre a quest’attività, la Marina Militare organizza ogni due anni nell’Arsenale di Venezia, il Simposio Internazionale delle Marine, uno dei più importanti appuntamenti di diplomazia navale a livello mondiale. L’ultima edizione ha visto la partecipazione di 55 capi e delegazioni di Marine di tutto il mondo e 20 agenzie internazionali. Durante questo evento si approfondiscono i temi legati alla sicurezza marittima e al contesto internazionale. 

Le curiosità e i tesori del Museo Storico Navale 

Nei pressi dell’Arsenale di Venezia, in Campo San Biagio, è situato il Museo Storico Navale che conserva al suo interno le glorie e i simboli della potenza marittima della Repubblica Serenissima costruiti proprio nel cantiere navale dell’Arsenale. Formato da 42 sale espositive organizzate su 5 livelli e un totale di 4000mq di spazi espositivi, questo museo è considerato uno dei più belli e completi al mondo nel settore marittimo ed è sorto in quello che era uno degli antichi granai della Serenissima dove veniva prodotto un tipo di pane chiamato “biscotto”. 

Tra i cimeli e le testimonianze della grande tradizione marittima della Serenissima e della storia della marina moderna da non perdere la sala che conserva il modello del Bucintoro, la nave di rappresentanza con cui il Doge celebrava lo Sposalizio del Mare dove si può ammirare ancora oggi l’unico pezzo originale del Bucintoro sopravvissuto alla mano di Napoleone: l’asta di legno con la quale veniva issata la bandiera di Venezia sulla nave.  

L’atrio d’ingresso del Museo conserva, invece, il monumento funebrescolpito da Antonio Canova per l’Ammiraglio Angelo Emo, ultimo grande capitano “da mar” della Repubblica Serenissima che operò nella seconda metà del ‘700 e, sempre nell’atrio, a testimonianza del passaggio di consegne tra la tradizione della Marina Veneziana e quella Italiana c’è un siluro a lenta corsa il cosiddetto “maiale” utilizzato dagli incursori della Marina nella Seconda Guerra Mondiale. 

Distribuiti nelle sale espositive del Museo Navale ci sono altri tesori come la Gondola donata al Museo da Peggy Guggenheim, una collezione singolare di conchiglie provenienti da tutto il mondo e donate al museo dalla stilista Roberta di Camerino, modellini di barche, galee, modelli di fortezze veneziane che venivano utilizzate per scopo militari, cannoni navali. Un vero e proprio giacimento di cimeli ognuno dei quali con alle spalle un’interessante storia come il caso di una rara collezione di ex voto a tema marittimo che va dal XV al XIX secolo. Un grande museo e teatro della tradizione marittima nazionale recentemente riaperto al pubblico. 

Da non perdere anche il Padiglione delle Navi, l’antica fabbrica dei remi e oggi una delle sale espositive del Museo Storico Navale di Venezia di circa 2000 mq. Risalente al XVI secolo, il Padiglione delle Navi ospita le imbarcazioni più antiche e di rappresentanza della Serenissima. Tra queste: la Disdottona, una maxi-gondola da 18 rematori, il Motoscafo Asso Baglietto, che attraverso un sistema di combustione molto innovativo per l’epoca aveva stabilito negli anni ’30 il record mondiale di velocità con oltre 150 km/h, una sezione di Nave Elettra, la nave utilizzata da Guglielmo Marconi per numerosi esperimenti condotti in collaborazione con la Marina Militare sulla radiofonia, poi c’è lo Scalé Reale, una fastosa imbarcazione da cerimonia costruita nell’800 utilizzata dai reali d’Italia in occasione di alcune loro visite a Venezia. 

 

LINK VIDEO: https://youtu.be/iitODVjaJRM

 

Venezia 1600. Tutti gli eventi di questa settimana (7-13 giugno 2021)

Continuano le celebrazioni per i 1600 anni dalla fondazione di Venezia (421 – 2021) con diversi eventi in programma in questa settimana che va dal 7 al 13 giugno 2021. 

Da webinar su temi di attualità a cicli di conferenze in luoghi simbolo della storia dell’arte come Villa Pisani, fino a passare per visite guidate nella Basilica di San Giovanni e Paolo e spettacoli teatrali nel comune di Crema, le istituzioni culturali del Comune di Venezia e la città stessa offrono diverse occasioni per far scoprire a cittadini e visitatori nuovi scorci di storia veneziana, partecipare a dibattiti culturali e godere delle bellezze artistiche del passato con uno sguardo sempre diretto verso il futuro e l’innovazione. 

Mercoledì 9 giugno 2021: Mercanti e arte contabile a Venezia in età preindustriale

Evento online su Zoom

Continua il ciclo di webinar organizzato dal Dipartimento di Management dell’Università Ca’ Foscari Venezia con l’appuntamento dedicato al tema “Mercanti e arte contabile a Venezia in età preindustriale in programma, online, il 9 giugno alle ore 17.00. 

Venezia arriva fino a noi con i suoi 1600 anni di storia. Problemi, difficoltà, cambiamenti, hanno plasmato la Venezia che conosciamo attraverso un continuo evolversi per il miglioramento e per la sopravvivenza. Guardando al futuro, quali sono le sfide che ci aspettano e come possiamo affrontarle per far sì che questo traguardo sia solo uno di molti altri a venire?

Intervengono il Prof. Andrea Caracausi (Università di Padova) con un approfondimento su “I bilanci di un'impresa di passamanerie nel Seicento veneto: la Eredi Giupponi & Co. di Padova”; Prof. David Celetti (Università di Padova) con un focus su “Mercanti e l’Arsenale. Il caso delle forniture di tele da vela tra Cinque e Seicento”.

La partecipazione è libera previa prenotazione attraverso il form dedicato.

 

Venerdì 11 giugno 2021: Marco Polo alla corte dei domenicani. Tour animato in Basilica

Basilica di Ss. Giovanni e Paolo

Con la ricorrenza dei 1600 anni di Venezia, la comunità domenicana dei Santi Giovanni e Paolo vuole celebrare grandi personaggi storici e figure illustri della Serenissima, le cui vicende sono legate alla Basilica e ai domenicani dei Santi Giovanni e Paolo, come Marcantonio Bragadin, eroe dell’assedio di Famagosta, il doge Sebastiano Venier, vincitore a Lepanto nel 1571 o Igor Stravinskij, le cui esequie ebbero luogo proprio a San Zanipolo. Inoltre, una recente scoperta, rivela lo stretto rapporto tra Marco Polo e i domenicani dei Santi Giovanni e Paolo, i quali per lui traducevano (dal volgare al latino) “Il Milione”, per agevolarne la diffusione e renderlo una sorta di guida turistica dell’Oriente.

Dal 4 giugno all'11 settembre 2021 le visite verteranno solo su Marco Polo con "Marco Polo alla corte dei domenicani" per scoprire aneddoti e storie del più grande viaggiatore di tutti i tempi attraverso la Venezia medievale fino a Campo Santi Giovanni e Paolo per la tappa finale che sarà nell’omonima basilica dove verrà raccontata la recente scoperta del legame tra Marco Polo e i domenicani dei Santi Giovanni e Paolo nonché molte curiosità sulla sua vita veneziana. 

Qui di seguito tutte le date: 4, 11, 18, 25 giugno, 2, 9, 16, 23, 30 luglio, 4, 11 settembre (agosto solo su richiesta). Per partecipare è necessaria la presenza di minimo 10 persone e la quota a persona è di 25€. 

Per info e prenotazioni contattare il 345 9294952 o scrivere alla mail: alessandra.massignani@goguide.it

Sabato 12 giugno 2021: Caccia al Tesoro in Basilica

Basilica di Ss. Giovanni e Paolo

La basilica dei Santi Giovanni e Paolo contiene una collezione immensa di capolavori storico-artistici e dettagli che spesso sfuggono anche agli occhi più attenti. Statue, affreschi, simboli pagani e cristiani: la Basilica è ricchissima di particolarità e figure da scoprire. Proprio con l’obiettivo di mettere in luce elementi curiosi e poco noti, che spesso si perdono nella vastità degli spazi della Basilica, i frati domenicani dei Santi Giovanni e Paolo, propongono un format di visita insolito, volto a scoprire i gioielli della Basilica in modo originale e divertente.

È stata organizzata, per sabato 12 giugno 2021, una caccia al tesoro fotografica con selezione di simboli e personaggi celebri della Basilica rivolta sia agli adulti, sia a ragazzi e bambini; una caccia al tesoro guidata con selezione delle opere d'arte più interessanti e curiose. Alla fine delle attività non mancherà un premio per i vincitori

Domenica 13 giugno 2021: Rappresentazione teatrale "Affari e amor...si sa"

Teatro San Domenico di Crema. Ore: 15.00
Domenica 13 giugno, alle ore 15.00, andrà in scena lo spettacolo della commedia dell’arte con i personaggi di Colombina e Arlecchino, diretto da Rosa Messina. Sul palcoscenico del Teatro San Domenico di Crema i ragazzi del Cantiere delle idee del Comune lombardo. 

"Affari e amor...si sa" è uno spettacolo della commedia dell’arte. Pantalon dei bisognosi, sempre alla ricerca di nuovi affari, si affida all’esperienza del dottor Balanzone, che gli combina un'affare con La signora Balingeri, vedova di Napoli molto facoltosa. La signora Balingeri ha due figli: uno di due vive e studia a Venezia e si è innamorato, corrisposto, di Lucietta, la bella figlia di Pantalone. Tra amore e affari Colombina e Arlecchino a Venezia, Pulcinella a Napoli, cercano di districare questa storia di affari e d’amore. Spettacolo comico con i ragazzi della scuola di teatro al 4 anno.

Ingresso 5€ e prenotazione obbligatoria al numero 0373.85418 o alla mail info@teatrosandomenico.com.

 

Tutti gli altri eventi disponibili sul territorio

  • Laguna InVita a Palazzo Corner Mocenigo in Campo San Polo (dal 20 maggio 2021 al 31 ottobre 2021)

Per info: https://www.palazzocornermocenigo.it/Galleria/Mostra%20Acquerelli/?id=1

  • Mostre "The Soul Expanding Ocean" a cura di Chus Martínez (dal 3 maggio 2021 al17 ottobre 2021) e “Ocean in Transformation Territorial Agency” (dal 3 maggio 2021 al 29 agosto 2021) al centro Ocean Space nella chiesa di San Lorenzo a Venezia.

Per infohttps://www.ocean-space.org/it/

  • Mostre “Venezia Panoramica” e “Un’evidenza Fantascientifica” alla Fondazione Querini Stampalia (Dal 14 maggio al12 dicembre 2021)

Per info: http://www.querinistampalia.org/ita/home_page.php

  • Festival del Vetro – Art’s Connection 2021 (dal 26/03/2021 al 31/12/2021)

Per info: https://museovetro.visitmuve.it/it/eventi/eventi-in-corso/arts-connection-2021-festival-del-vetro/2021/03/19130/open-day-2021/

  • Mostra “Le Annunciazioni di San Rocco e il Tintoretto del Doge Grimani” alla Scuola Grande Arciconfraternita di San Rocco (dal 25/03/2021 al 27/06/2021)

Per info: http://www.scuolagrandesanrocco.org/home/

I Diari del Miglio: un percorso culturale social per Venezia 1600

Venezia, 3 giugno 2021 – Otto secoli di arte nel sestiere di Dorsoduro, un progetto tutto social dedicato alle celebrazioni per i 1600 anni della città di Venezia. Si chiama “Venezia 1600. I Diari del Miglio”, ed è uno straordinario percorso culturale messo in rete da Gallerie dell’Accademia, Galleria di Palazzo Cini, Collezione Peggy Guggenheim e Punta della Dogana, già riunite nel progetto “Dorsoduro Museum Mile”. I Diari del Miglio è un’idea social che ha l’obiettivo di promuovere l’immenso patrimonio artistico e culturale presente nel sestiere di Dorsoduro e, contemporaneamente, raccontare l’identità di ciascuna delle quattro istituzioni attraverso il loro legame con la città di Venezia. Parole chiave sono gli hashtag #DDMM1600 #Walkthemile1600.

Dal mese di aprile, ogni primo giovedì del mese, i quattro musei pubblicano sui rispettivi canali social un post dedicato a uno tra cinque macro-temi: Architettura, Fondatori, Artisti veneziani/veneti in collezione, Opere in collezione legate alla città di Venezia, “Gioielli” della sede. Ogni istituzione declina la tematica rispetto alla propria storia e identità. Ad ogni tema vengono dedicati due post, per un totale di 12 post per ogni istituzione, compresi il post di lancio e quello di chiusura, rivelati nel corso di un anno.

I singoli post serviranno poi a formare cinque “Guide di Instagram” – una per ogni macro-tema – “Venezia 1600. I diari del miglio” che aggregheranno tutti i post delle quattro istituzioni e che ogni istituzione condividerà sul proprio account.

Le guide saranno integrate con uno o più post del pubblico, che sarà chiamato a condividere su Instagram il proprio contributo legato al macro-tema del mese con l’hashtag #walkthemile1600, estendendo così a tutta la community la call to action per la celebrazione dei 1600 anni della città.

Dorsoduro Museum Mile

Il Dorsoduro Museum Mile nasce nel 2015 per far collaborare le istituzioni culturali che hanno sede nel sestiere veneziano di Dorsoduro. Gallerie dell’Accademia, Galleria di Palazzo Cini, Collezione Peggy Guggenheim e Palazzo Grassi–Punta della Dogana offrono ai visitatori reciproche scontistiche. Il percorso si snoda per poco più di un miglio, attraversa il sestiere di Dorsoduro, tra il Canal Grande e il canale della Giudecca, facendo viaggiare il visitatore lungo otto secoli di storia dell’arte mondiale: dai capolavori della pittura veneziana medievale e rinascimentale delle Gallerie dell’Accademia, ai protagonisti della scena dell’arte contemporanea esposti a Punta della Dogana, passando per le storiche case-museo di Vittorio Cini e di Peggy Guggenheim, che ospitano le collezioni di questi grandi mecenati.

Omaggio a Stravinskij per i 1600 anni di Venezia nella Basilica di San Marco

Venezia, 2 giugno 2021 – Un omaggio a Stravinskij, nella Basilica di San Marco, per celebrare la ricorrenza della fondazione della città lagunare e, insieme ad essa, il cinquantesimo della morte di Igor Stravinskij, il compositore che proprio con Venezia, dove è sepolto, intrecciò un legame profondissimo. Dalla collaborazione tra il Comitato per i 1600 anni dalla fondazione di Venezia e le maggiori istituzioni culturali veneziane quali la Fondazione Teatro La Fenice e la Biennale di Venezia, insieme con la Basilica e Procuratoria di San Marco, nasce un evento di grande prestigio che si terrà venerdì 4 giugno 2021 alle ore 20 nella suggestiva cornice della chiesa marciana.

Il concerto - che vedrà protagonisti l’Orchestra e il Coro del Teatro La Fenice guidati da Markus Stenz, con Claudio Marino Moretti direttore del Coro e con la partecipazione del tenore Paolo Antognetti e del baritono Levent Bakirci - sarà fruibile a tutti gratuitamente grazie alla trasmissione in live streaming sul canale YouTube del Teatro La Fenice all’indirizzo www.teatrolafenice.it e sul sito web della Biennale www.labiennale.org.

L’evento musicale è una sorta di remake del concerto che si svolse il 13 settembre 1956, sempre nella Basilica di San Marco, nel contesto del diciannovesimo Festival Internazionale di Musica Contemporanea della Biennale di Venezia: il programma prevede infatti l’esecuzione delle Choral-Variationen über das Weihnachtslied “Vom Himmel hoch da komm” ich her e del Canticum Sacrum ad honorem Sancti Marci nominis di Igor Stravinskij, due brani composti dal russo proprio per essere eseguiti nella Basilica di San Marco insieme con alcune opere di autori veneziani del XVII secolo. In omaggio al compositore, di cui quest’anno ricorrono i cinquant’anni dalla scomparsa, questo stesso progetto artistico sarà riproposto così come egli stesso aveva desiderato.

Nella prima parte del programma le compagini fenicee interpreteranno dunque alcune pagine di musica sacra del repertorio seicentesco composte da autori veneziani, o da musicisti che con la città lagunare ebbero un rapporto speciale: si ascolterà in apertura la musica di Claudio Monteverdi, e in particolare il responsorium «Domine ad adiuvandum» dal Vespro della Beata Vergine: una composizione pubblicata a Venezia nel 1610, tre anni prima che il divino Claudio lasciasse la corte di Mantova per diventare maestro di cappella della Basilica veneziana, incarico che mantenne fino alla morte. Seguiranno musiche di Andrea e Giovanni Gabrieli, zio e nipote ma anche “padre” didattico e “figlio” d’arte, figure fondamentali per lo sviluppo della cappella marciana: del primo verrà eseguita la Sonata pian e forte e l’«Angelus Domini», del secondo «Sassi, Palae, Sabbion, del Adrian lio» dal primo libro delle Grechesche. Mentre di Heinrich Schütz, allievo a Venezia di Giovanni Gabrieli dal 1609 al 1613, sarà proposto il mottetto sacro «Buccinate in Neomenia Tuba» dal primo libro delle Sacrae Symphoniae, una delle opere più rappresentative del tedesco.

Il genio musicale di Igor Stravinskij sarà riscoperto nella seconda parte del programma, nella quale saranno eseguiti due brani di grande fascino: il Canticum Sacrum ad honorem Sancti Marci nominis fu composto nel 1955, porta la dedica esplicita a Venezia e al suo santo patrono, ed ebbe la sua prima esecuzione in quel 13 settembre 1956. Fu composto per essere eseguito proprio nella Basilica di San Marco: sia l’architettura sia la particolare sonorità della chiesa veneziana sono infatti determinanti per l’idea generale dell’opera e la scelta di un organico vocale e strumentale che prevede le voci soliste di tenore e di baritono, coro misto e orchestra. Poiché il brano ha la durata di diciassette minuti, fu lo stesso Stravinskij a proporre agli organizzatori di affiancare a questa partitura, oltre che quella di pagine di autori veneziani, anche le Choral-Variationen über das Weihnachtslied ‘Vom Himmel hoch da komm’ ich her, un’altra sua composizione per coro e orchestra, praticamente con lo stesso organico, che aveva debuttato al Festival di Ojai, in California, il 27 maggio 1956 pur essendo anch’essa stata pensata appositamente per l’esecuzione nella cattedrale veneziana. Più che di una semplice trascrizione, l’opera è infatti una originale e creativa reinvenzione delle Canonische Veränderungen über ein Weihnachtsliedv BWV 769 di Johann Sebastian Bach, che nel contesto di un impianto solidamente tonale omaggia il serialismo di Anton Webern, mentre intesse una relazione profonda con l’architettura e i simboli della Basilica di San Marco.

Al termine del live streaming, i video resteranno disponibili gratuitamente sul canale YouTube del Teatro per un anno.

Feltre festeggia i 1600 anni di Venezia

Venezia, 1° giugno 2021 – Un filo rosso che lega le due città sin dal 1400, da quando Feltre si sottomise al dominio della Repubblica Serenissima. Un rapporto che continua ancora oggi, in occasione delle celebrazioni per i 1600 anni di Venezia: Feltre celebra l’importante appuntamento con l’acquisizione e l’esposizione permanente di una collezione di circa 900 vetri di Murano. La raccolta è stata creata in 30 anni di passione e dedizione dai collezionisti Carla Nasci e Ferruccio Franzoia i quali, nel 2018, hanno donato l’intera collezione al Comune di Feltre per la sua esposizione permanente nella Galleria d’arte moderna Carlo Nizzarda. L’allestimento è stato curato dall’architetto Ferruccio Franzoia, allievo di Carlo Scarpa e l’inaugurazione è avvenuta nei primi giorni di maggio.

I vetri sono esposti nelle sale 13, 14 e 15. 

Il percorso segue un itinerario “capriccioso”, sulla falsariga delle scelte qualitative e di gusto personale che hanno ispirato la genesi della collezione. Il nucleo iniziale della raccolta ebbe origine da un forte interesse per gli anni ‘20, così ben rappresentato nella Galleria Rizzarda: dai ferri battuti alle opere d’arte acquistate da Carlo Rizzarda per la sua villa milanese in via Castel Morrone, il tutto confluito nel palazzo Bellati-Villabruna-Cumano per volontà testamentaria. 

La prima sala è quindi dedicata all’esposizione della produzione della ditta costituita nel 1921 da Giacomo Cappellin e Paolo Venini, la “Vetri Soffiati Muranesi Cappellin-Venini & C.”. Figura centrale è quella di Vittorio Zecchin, primo direttore artistico della ditta. I modelli da lui creati continuarono ad essere prodotti dalle ditte nate dallo scioglimento del sodalizio tra Cappellin e Venini.

La produzione delle due manifatture, la “Maestri Vetrai Muranesi Cappellin & C.” e la “Vetri Soffiati Muranesi Venini & C.”, è documentata nella seconda sala. Qui sono esposti oggetti riferibili alla presenza a Murano di Carlo Scarpa, che nel 1926 iniziò con Cappellin una collaborazione durata fino al fallimento della ditta nel 1931. In seguito, Carlo Scarpa passò alla Venini dove rimase fino alla cessazione dell’attività per cause belliche nel 1943 e per un breve periodo nel dopoguerra fino al 1947.

Oltre alle opere di Scarpa, la sala ospita esemplari della produzione Venini degli anni tra il 1925 e il 1960 e una miscellanea di prodotti di altre ditte attive in laguna e di alcuni autori significativi che testimoniano l’alta qualità diffusa che caratterizza la produzione muranese anonima. Si incontrano vetri disegnati da personalità fra loro profondamente dissimili, ma accomunate dalla profonda conoscenza della tradizione vetraria muranese unita alla capacità di declinarla con originalità e con soluzioni innovative: quali Napoleone Martinuzzi, Tomaso Buzzi, Tyra Lundgren, Paolo Venini, Massimo Vignelli, Fulvio Bianconi, Toni Zuccheri, Tobia Scarpa, Alfredo Barbini, Archimede Seguso, Flavio Poli, Tapio Wirkkala, Guido Balsamo Stella, Giuseppe Barovier e Guido Bin, pseudonimo di Mario Deluigi. Non mancano contemporanei come Alessandro e Laura Diaz de Santillana, Sergio Asti, Heinz Oestergaard, Luciano Gaspari, Maria Grazia Rosin, Cristiano Bianchin e Michela Cattai.

Il terzo e ultimo settore è dedicato ai vetri da mensa. Si tratta di oggetti di consumo, destinati ad un uso effimero e pertanto la sezione offre un’importante testimonianza di gusto e costume. Gran parte dei pezzi della collezione fanno riferimento ai modelli creati da Zecchin negli anni ‘20. Sono documentati esempi di vetri veneziani di età precedente, come un insieme di vetri Luigi XVI in cristallo sfaccettato con decorazioni in oro e una campionatura di bicchieri storicistici con decoro a smalti policromi o incisi a ruota. Sono presenti anche cristalli da tavola di produzione non muranese di gusto Belle Époque e alcuni esempi di cristalleria boema commercializzati a Venezia dalla Compagnia Venezia e Murano.

Non poteva mancare una testimonianza dell’arte musiva muranese, rappresentata da due ritratti femminili realizzati da Salviati su cartone di Giovanni Ottolini (Venezia 1855-1938). 

Anche i disegni progettuali originali, inseriti nella boiserie all’ingresso, appartengono alla collezione Carla Nasci-Ferruccio Franzoia. 

La collezione è illustrata in un corposo catalogo edito da Silvana Editoriale, Cinisello Balsamo con saggi di Tiziana Casagrande, Rosa Mentasti Barovier, Mariatersa Chirico, Mauro Pierconti, Lucio Valerio Barbera, Marco Arosio e Antonio Foscari.

Venezia 1600. Gli eventi in programma per la settimana dal 31 maggio al 6 giugno

Venezia, 31 maggio 2021 – Continuano le celebrazioni per i 1600 anni dalla fondazione di Venezia (421 – 2021) con diversi eventi in programma in questa settimana che va dal 31 maggio al 6 giugno 2021. Da talks online su temi di attualità a concerti di musica classica, fino a passare per approfondimenti sulle problematiche legate ai livelli marini a Venezia, le istituzioni culturali del Comune di Venezia e la città stessa offrono diverse occasioni per far scoprire a cittadini e visitatori nuovi scorci di storia veneziana, partecipare a dibattiti culturali e godere delle bellezze artistiche del passato con uno sguardo sempre diretto verso il futuro e l’innovazione. 

 

MARTEDÌ 1° GIUGNO 2021: CONCERTO “MUSICA IN CORTE A CREMA”

Quattro concerti in quattro palazzi nobiliari simbolo della storia della città di Crema, quattro generi musicali dal tango all’opera, fino a passare per i virtuosismi del pianoforte a quattro mani e l’armonia delle note del flauto accompagnato dal piano. Sono questi gli ingredienti del progetto “Musica in corte a Crema per Venezia” con la direzione artistica del violinista Alessio Bidoli che dal 1° al 22 giugno 2021 allieteranno le serate degli appassionati di musica e di arte nella città di Crema. Tra giochi di suoni, voci e intrecci armonici, sullo sfondo delle più belle stanze dei palazzi nobiliari della città, questi concerti, tutti dedicati a Venezia, puntano a far rievocare il forte legame storico e culturale che la città di Crema ha avuto con la Repubblica Serenissima e che continua ad avere ancora oggi con la città di Venezia. 

La rassegna musicale è organizzata dalla Pro Loco di Crema (con il patrocinio dell’Associazione Popolare Crema per il Territorio) in collaborazione con l’assessorato alla Cultura del Comune di Crema e rientra tra le celebrazioni ufficiali di Venezia 1600. 

Si parte con il primo appuntamento musicale dal titolo “Livin’ Tango! Venezia tra campi e campielli” il 1° giugno 2021 alle 20.30 a Palazzo Bottesini Duse (via Bottesini, 17/19) a cura della Hyperion Ensamble.

Organizzatori: Infopoint Pro Loco Crema - Comune di Crema

https://www.facebook.com/PRO-LOCO-CREMA-1418003268473772 https://www.instagram.com/proloco_crema/

 

GIOVEDÌ 3 GIUGNO 2021: LEZIONE ONLINE “MERCANTI E ARTE CONTABILE A VENEZIA IN ETA’ PREINDUSTRIALE” A CURA DI PAOLA LENARO (DIPARTIMENTO DI MANAGEMENT, UNIVERSITÀ CA’ FOSCARI VENEZIA) 

Ore 17.00 

Prosegue il ciclo di lezioni che ci riporta nell'affascinante mondo della Venezia dei mercanti e della loro arte contabile nell'età pre-industriale organizzato dalla prof.ssa Paola Lanaro del Dipartimento di Management dell'Università Ca' Foscari. Nell’incontro di giovedì 3 giugno interverranno il Prof. Cristophe Austruy (EHESS) Eventi Storici, Eventi Contabili? Venezia e il suo Arsenale. Problemi di origine e il Prof. Giovanni Favero (Università Ca’ Foscari Venezia) Porcellane in frantumi: una frode contabile a Venezia nel Settecento.

Per informazioni: https://www.unive.it/data/agenda/1/49754

Per partecipare all’evento:  

https://unive.zoom.us/meeting/register/tZYkduCuqzkpHteSRWqe42c4w1T6ud2vvMYD

 

GIOVEDÌ 3 GIUGNO 2021: CONVEGNO “LIVELLI MARINI A VENEZIA TRA PASSATO, PRESENTE E FUTURO” A CURA DEL DIPARTIMENTO DI SCIENZE AMBIENTALI, INFORMATICA E STATISTICA
Ore 14.30 in modalità telematica

"Venezia e la sua laguna simboleggiano la lotta vittoriosa dell’Uomo contro gli elementi, rimarcando il suo dominio su una natura ostile” (UNESCO, 1987). In effetti, Venezia è da secoli preservata praticamente inalterata in un labile equilibrio, mantenuto sottoponendo l’ecotono lagunare a numerosi interventi antropici atti a contrastarne l’evoluzione naturale. La conseguente fragilità del sito è ben dimostrata dagli eventi di “acqua alta” che affliggono Venezia. L’aumento dell’incidenza di eventi alluvionali a Venezia riscontrato nel corso del 20° secolo e negli ultimi due decenni ha da tempo incentivato sia la ricerca di adeguati strumenti interpretativi e predittivi sia il vaglio di misure protettive. L’evento di acqua alta del 12 Novembre 2019, che con i suoi 189 cm è secondo solo al livello record del 1966, ha risvegliato prepotentemente il senso di vulnerabilità legata a quei “cambiamenti naturali e climatici irreversibili” già menzionati dall’UNESCO, con una eco mediatica a scala globale. Un significativo innalzamento futuro del livello medio del mare a Venezia, come conseguenza del riscaldamento globale, potrebbe comportare danni anche serissimi sia in termini di degrado del centro storico che di compromissione dell’ecosistema lagunare.

Questo incontro, si prefigge di illustrare e discutere i molteplici fattori geodinamici e meteo-climatici che contribuiscono alle variazioni del livello relativo del mare a Venezia in un filo conduttore narrativo che lega passato, presente e possibili scenari futuri di questo sito e tratteggiando le soluzioni trovate in passato e proposte per il futuro per contenerne gli impatti sociali, artistici ed ecologici.

Interventi

Davide Zanchettin: Livelli marini a Venezia nel contesto climatico globale

Alessio Rovere: Come ricostruire i livelli marini prima delle osservazioni strumentali

Fabio Pranovi: L'ecosistema lagunare nel contesto dei cambiamenti climatici

Mauro Masiol: Uno sguardo oltre il mare: inquinamento atmosferico a Venezia

Elisabetta Zendri: Cambiamenti climatici e patrimonio culturale: quali impatti?

Per informazioni: https://www.unive.it/data/agenda/1/50359

L'evento si svolgerà su piattaforma Zoom: https://unive.zoom.us/j/83741039867
Meeting ID: 837 4103 9867.

TUTTI GLI ALTRI EVENTI DISPONIBILI SUL TERRITORIO

  • Mostre “Venezia Panoramica” e “Un’evidenza Fantascientifica” alla Fondazione Querini Stampalia (Dal 14 maggio al12 dicembre 2021)

Per info: http://www.querinistampalia.org/ita/home_page.php

  • Festival del Vetro – Art’s Connection 2021 (Dal 26/03/2021 al 31/12/2021)

Per info: https://museovetro.visitmuve.it/it/eventi/eventi-in-corso/arts-connection-2021-festival-del-vetro/2021/03/19130/open-day-2021/

  • Progetto “Scrigni Veneziani” della Fondazione Musei Civici Venezia (Dal 29/03/2021 al 25/03/2022)

Per info: https://www.visitmuve.it/it/scrigni-veneziani/

  • Mostra “Le Annunciazioni di San Rocco e il Tintoretto del Doge Grimani” alla Scuola Grande Arciconfraternita di San Rocco (Dal 25/03/2021 al 27/06/2021)

Per info: http://www.scuolagrandesanrocco.org/home/

  • Progetto digitale “I diari del miglio” del Dorsoduro Museum Mile (Da aprile 2021 ad aprile 2022)

Per info: https://www.cini.it/eventi/dorsoduro-museum-mile-venezia-1600-i-diari-del-miglio

 

Una sfilata di moda per i 1600 anni di Venezia

Venezia, 26 maggio 2021 – Valorizzare e promuovere l’artigianato di Venezia attraverso le collezioni di moda di 35 artigiani e 22 brand veneziani. Sarà una giornata all’insegna della sostenibilità e del design contemporaneo: giovedì 27 maggio a Ca’ Sagredo, dalle 16 in poi, la Cna di Venezia organizza l’evento “Moda Venezia Futuro”, che rientra tra le iniziative ufficiali di Venezia 1600. Per celebrare il compleanno di Venezia, la Cna ha scelto di partire dal titolo della 17esima Biennale Architettura “How will we live together?”. La risposta che hanno dato 35 creativi, imprenditori, designer, artigiani operanti sul territorio si è concretizzata in tessuti innovativi dipinti a mano con colori vegetali, giacche sartoriali fatte con le vele di kitesurf, scarpe su misura, oro per gioielli e per la cosmesi, tecniche tradizionali che sono patrimonio immateriale Unesco ed espressione di Venezia e che saranno protagonisti indiscussi della sfilata di giovedì. 

 

“Per Venezia vivere nel futuro significa salvaguardare e trasmettere il prezioso mestiere artigiano, il saper fare che ha costruito la città nei secoli, la bottega che riunisce la comunità, il talento che produce oggetti preziosi, arte viva – afferma il direttore della Cna di Venezia centro storico, Roberto Paladini – Moda Venezia Futuro è un evento che vuole essere insieme un atto d’amore e un omaggio all’unicità di Venezia, ed un auspicio per la ripartenza, affinché il talento degli artigiani locali possa presto tornare a far mostra di sé nel calore delle manifestazioni dal vivo”. 

L’iniziativa è realizzata con il contributo della Camera di Commercio di Venezia Rovigo, il patrocinio del Comune e la collaborazione e la regia di Venezia da Vivere. 

“Complimenti agli organizzatori per un’iniziativa che ci mostra la giusta via per scrivere insieme il futuro di Venezia – commenta l’assessore al Turismo del Comune di Venezia, Simone Venturini – dobbiamo partire da noi, dall’artigianato d’eccellenza che ci contraddistingue, dal “saper fare” meglio degli altri. Il mondo non vede l’ora di poter tornare ad ammirare i prodotti di tanti veneziani che, con il loro lavoro quotidiano caratterizzato da passione e incredibile maestria, contribuiscono a delineare un futuro luminoso per la nostra città. Non è un caso che artisti internazionali, come Anish Kapoor, abbiano deciso di aprire la sede centrale delle loro fondazioni in Laguna. Venezia ha sempre parlato al mondo nei suoi 1600 anni di storia e continuerà a farlo anche – se non soprattutto – attraverso l’artigianato di lusso, di cui è una delle indiscusse capitali internazionali”.  

La sfilata avrà luogo nel rispetto delle restrizioni vigenti e dei protocolli di sicurezza, che impediscono gli eventi aperti al pubblico, pertanto si potrà seguire in diretta streaming alle 18.30 sulla pagina Facebook di Venice Original e sul canale Instagram di Venezia da Vivere. Durante l’evento, con la regia di Venice Fashion Week, sarà realizzato il video ufficiale della sfilata per valorizzare le produzioni dei 22 brand artigiani partecipanti, che aderiscono al progetto Venice Original (www.veniceoriginal.it). Il video sarà promosso con campagne di digital marketing dedicate a raggiungere il pubblico nazionale e internazionale. Le 22 aziende selezionate rappresentano tutto l’artigianato veneziano nelle sue diverse declinazioni – sartoria, oreficeria e gioielleria, arte delle perle e arte del vetro, modisteria, scarpe su misura, battiloro, arte della maschera, corsetteria, maglieria fatta a mano, tessuti dipinti, riuso creativo, tessuti bio – e sono impegnate nella sostenibilità e nel trasmettere la tradizione alle generazioni future. 

I 22 brand che sfileranno sono: Alessandra Micolucci, Alessio Benetti, Atelier 23, Attombri, Atelier Ca Beltà, Atelier Segalin di Daniela Ghezzo, Corsetteria di Nicoletta Lucerna, Gioia di Luisa Conventi, Giuliana Longo modista, Helene Kuhn Ferruzzi, Laboratorio Vergombello, Lellabella, Magoga Bags Venezia, Mario Berta Battiloro, Panizzi Murano, Paperoowl, Patience, Perlamadredesign, Sartoria dei Dogi, Sunset Yogurt, S.U.V. Venetian Beads, Tragicomica di Gualtiero Dall’Osto.

L’arte del passato dialoga con l’arte del presente nelle sale del Museo di Palazzo Grimani con le mostre “Domus Grimani. La Sala del Doge” e “Archinto”

Venezia, 25 maggio 2021 - Continua il dialogo tra passato e presente nella scena culturale veneziana con due nuovi progetti, inaugurati il 19 maggio 2021, che vedono come protagonista uno dei palazzi più maestosi della città. Sullo sfondo delle sale rinascimentali di Palazzo Grimani a Santa Maria Formosa, prende vita la mostra Domus Grimani. La Sala del Doge, il riallestimento di uno degli ambienti più evocativi del palazzo che punta a far tornare il pubblico a respirare tutto lo splendore rinascimentale che ha dominato questo luogo per lungo tempo. Se da un lato questa mostra rievoca il passato, dall’altro la seconda esposizione del palazzo, Archinto, punta dare spazio al presente con i lavori dell’artista tedesco Georg Baselitz, alcuni dei quali realizzati per il palazzo stesso che resteranno in comodato d’uso al museo concessi dall’artista con uno speciale accordo. Entrambe le mostre rientrano nel programma ufficiale delle celebrazioni per i 1600 anni di Venezia. 

Domus Grimani. La Sala del Doge

Il ricollocamento della statuaria greca e romana, oggi protagonista della mostra nella Sala del Doge di Palazzo Grimani, nasce dalla collaborazione tra la Direzione regionale Musei Veneto e la fondazione Venetian Heritage. Questo progetto punta a dare un nuovo respiro e una rinnovata chiave di lettura a un ambiente rimasto fermo per diverso tempo, diventando l’elemento cardine di una strategia di valorizzazione di un luogo chiave della storia veneziana. Con il riallestimento delle statue parte della collezione Grimani continua il progetto iniziato con la mostra “Domus Grimani 1594-2019”, inaugurata nel maggio di due anni fa, con il riallestimento della Tribuna del patriarca Giovanni Grimani. 

Il lavoro di ricollocamento delle statue nella Sala del Doge, creata contestualmente ai lavori di ampliamento del palazzo per volontà di Giovanni Grimani e di suo fratello Vettore, sono stati effettuati secondo un attento studio delle fonti storiche, tra cui anche il testamento dello stesso Giovanni Grimani, la lettura di diverse descrizioni storiche e l’analisi di alcune fotografie di fine ‘800 ritrovate recentemente negli archivi della National Gallery di Washington. Ed è così che, i curatori della mostra Daniele Ferrara, direttore della Direzione regionale Musei Veneto e Toto Bergamo Rossi, direttore di Venetian Heritage, hanno ricollocato nella Sala del Doge venti sculture, tra cui il gruppo Dioniso appoggiato a un satiro di epoca romana imperiale, nella nicchia della parete frontale. Ulteriori undici sculture sono state posizionate nelle sale attigue: sei nel vestibolo, una nel Camerino di Callisto e quattro nella Sala di Psiche.

Ad accompagnare questa esposizione statuaria della Sala del Doge di Palazzo Grimani c’è la pubblicazione edita da Marsilio che completerà il corpus editoriale sul Museo iniziato con la mostra DOMUS GRIMANI 1594-2019 attraverso una campagna fotografica realizzata per l’occasione. 

Questa operazione, prodotta da Civita Tre Venezie e finanziata da Venetian Heritage e dal Ministero della Cultura, in collaborazione con Gagosian Fondazione Cologni dei Mestieri d’Arte con la partecipazione di diversi mecenati, sancisce la collaborazione tra pubblico e privato nella salvaguardia e nella valorizzazione del patrimonio storico-artistico di Venezia.

Archinto di Georg Baselitz

Contestualmente al riallestimento della Sala del Doge, Palazzo Grimani ospita anche la mostra Archinto, a cura di Mario Codognato con i nuovi lavori dell’artista tedesco Georg Baselitz. L’esposizione, prodotta da Gagosian in collaborazione con Venetian Heritage, è allestita nel piano nobile del museo con dodici tele realizzate appositamente per la Sala del Portego collocate nelle originarie cornici settecentesche a stucco, che ospitavano, fino all’800, i ritratti della famiglia Grimani. Queste opere resteranno in comodato d’uso al museo con una collaborazione, tutta nuova per Venezia, tra un artista contemporaneo e un museo statale.

Georg Baselitz, in questa mostra, rende omaggio a Venezia e alla sua tradizione artistica creando delle opere che da un lato creano una continuità storica e dall’altro segnano una rottura con il passato dove viene messa in discussione, con l’approccio vigoroso di Baselitz, la ritrattistica rinascimentale con le innovazioni degli equivalenti contemporanei. Il titolo della mostra e gli stessi lavori dell’artista tedesco prendono spunto dal ritratto del 1558 del Cardinale Filippo Archinto realizzato da Tiziano. 

Baselitz, così, porta la sensibilità dei Maestri del passato in un contesto attuale alludendo al tema della mortalità umana e sfruttando la sua passione per le tecniche di incisione. 

La mostra è accompagnata da un catalogo bilingue con testi di Toto Bergamo Rossi, direttore di Venetian Heritage, Mario Codognato, curatore della mostra, Ester Coen, storica dell’arte, e Georg Baselitz stesso.

 

 

Le Annunciazioni del Doge Grimani e della Scuola di San Rocco

Venezia, 24 maggio 2021 – Un breve ma suggestivo percorso sul tema dell’Annunciazione pensato nell’ambito delle celebrazioni per i 1600 anni dalla fondazione della città di Venezia. C’è tempo fino al 27 giugno per visitare la mostra “Le annunciazioni del Doge Grimani e della Scuola di San Rocco”, che la Scuola Grande propone – in collaborazione on il Consiglio Regionale del Veneto e con il patrocinio del Patriarcato di Venezia – in due sedi diverse: a Palazzo Ferro Fini, dove per l’occasione sarà esposto il mosaico a tessere minute realizzato da Giovanni Novello (1516-1522), e nelle sale della propria sede monumentale, dove l’annuncio dell’Angelo alla Vergine è rappresentato più volte da grandi maestri della pittura del Cinquecento, ossia Tiziano e Tintoretto.  

All’ingresso della Scuola, al piano terra, viene esposta anche una tela tintorettiana appartenuta nel Settecento al doge Pietro Grimani e oggi in collezione privata. Tale prestito offre interessanti possibilità di confronto non solo con la tela di Tiziano del medesimo soggetto, collocata sopra uno degli archi del pianerottolo dello Scalone e indicata come modello dell’Annunciazione Grimani, ma anche con il celebre telero (1581-1582) che apre il ciclo delle storie della vita della Vergine, l’ultimo realizzato da Jacopo Tintoretto per la Scuola. 

Salendo poi la scala, il visitatore potrà ammirare un’altra Annunciazione: quella realizzata da Tintoretto per le portelle d’organo della chiesa di San Rocco (1567-1570 c.), un tempo sulla controfacciata dell’edificio sacro e trasferita recentemente in Scuola. Ciascuna di queste “Annunciazioni” presenta caratteri diversi non solo nel formato, ma anche nell’ambientazione, nell’impaginazione, negli elementi simbolici inseriti nella composizione, suggerendo al visitatore chiavi di lettura che vanno oltre l’apprezzamento estetico dei singoli dipinti. 

“Sopravvissuta indenne alle tempeste in tanti secoli di vita la Scuola Grande continua oggi la sua attività nell’ambito civico. Ora vuole ricordare la nascita della città, offrendo non solo il decoro delle sue collezioni artistiche, ma anche la continuità di una lunga tradizione morale e civile. Con l’orgoglio di una ininterrotta fedeltà ai principi mette a disposizione le proprie sale per una mostra sull’Annunciazione, lieta di accogliere, sotto il patrocinio del Patriarcato, il Consiglio regionale del Veneto – afferma il Guardian Grando della Scuola, Franco Posocco – queste tre diverse istituzioni si sono accordate per dare un senso spirituale e civile alla ricorrenza, affinché essa sia memoria del comune destino e della volontà di costruire tutti insieme il futuro. Alcune Annunciazioni del periodo rinascimentale, quando Venezia accolse nelle chiese innumerevoli tele di tale soggetto, sono ora esposte presso il Palazzo Ferro Fini, sede del Consiglio regionale, e nella Scuola Grande di San Rocco. Presentando al pubblico la figurazione di Giovanni Novello (1516-22 ca.), il quadro di Tiziano Vecellio (1535 ca.), la pressoché inedita opera di Jacopo Tintoretto (1555-59), un tempo del doge Pietro Grimani, con altre immagini dello stesso tema, si mettono a confronto icone significative della nostra arte”. 

La pittura veneta, infatti, con i molti esempi di tale soggetto dimostra l’importanza del tema quale fondamento simbolico, forse anche politico, della polis e dello stato. In questa prospettiva emerge il confronto tra due grandi pittori, Tiziano e Tintoretto, che si cimentano sullo stesso argomento con soluzioni assai vicine ma alternative nella tecnica e nell’ispirazione.  Il quadro di Tintoretto, dopo secoli e traversie, ritorna a Venezia, ove decorava la casa del doge Pietro Grimani, mentre l’Annunciazione di Tiziano è in bella vista a San Rocco. Anche l’opera di Giovanni Novello, conservata nella saletta dell’Archivio, è nota soltanto agli specialisti. Si tratta di un quadro realizzato con la tecnica musiva, comune a Venezia ma adottata per grandi pareti. 

L’iconografia dell’Annunciazione è vastissima nello Stato veneto, così come ampia è l’ammirazione per la tela tizianesca. 

“Le altre Annunciazioni in mostra fanno parte del ciclo della Scuola. In queste opere il fondale è costituito di solito da una finestra, una bifora aperta sul paesaggio di colline, montagne e lontananze, immagini intense della Terraferma veneta. Il Veneto e Venezia sembrano quindi appartenersi dal punto di vista figurativo, secondo una tradizione consacrata dalle innumerevoli sembianze che raffigurano l’Annunciazione, un evento che dallo spazio interno di una casa si estende a quello esterno della luce, del cielo, della natura – continua il Guardian Grando – È l’origine della vita innanzitutto, quale evento della persona, che si vuole evocare, assieme alla continuità di una tradizione morale e civile che permane come sostanza spirituale di una città e di un territorio. Nel momento odierno della pandemia, confermare i valori fondanti della collettività significa credere che la costruzione di un comune destino costituisce un impegno permanente. Come insegna la storia, a Venezia il flagello della pestilenza era frequente. Ma la Repubblica per combattere il morbo ricorreva alla fede e alla scienza, poiché la prima forniva il conforto morale e la seconda l’aiuto della tecnica. La nascita di Venezia, memoria del passato, intende essere nel presente anche profezia del futuro. C’è infine un’ultima ragione che rende la mostra sulla Annunciazione particolarmente attuale. Essa riguarda il significato che assume per tutti un argomento tanto umano come l’inizio della vita. Le immagini esposte, caratterizzate da un impianto simmetrico, si concentrano su Maria, dove alla convergenza dello spazio corrisponde la sospensione del tempo, immobile, dell’attesa. La Vergine è ritratta con rispetto per la dignità femminile e con riguardo verso la regalità che ne segna gesto e portamento. Soltanto Tintoretto nella tela della Sala Terrena cambia la prospettiva e dipinge Maria turbata, incredula mentre chiede all’Angelo la ragione dell’impossibile annuncio. È un’iconografia nuova rispetto alla tradizione dell’epoca, un altro modo di attualizzare la Madonna. Una rivoluzione stava infatti avvenendo nella società riguardo alla condizione della donna. Forse allora era iniziato lo sviluppo che ci sta portando verso una più compiuta modernità. Anche questo sguardo rivolto al futuro, aperto davanti a noi, costituisce un motivo importante per esporre i quadri dell’Annunziata all’ammirazione di tutti”.

Per informazioni: http://www.scuolagrandesanrocco.org/home/

Venezia 1600. Tutti gli eventi di questa settimana (24-30 maggio 2021)

Continuano le celebrazioni per i 1600 anni dalla fondazione di Venezia (421 – 2021) con diversi eventi in programma in questa settimana che va dal 24 al 30 maggio 2021. Da talks online su temi di attualità a concerti di musica classica, fino a passare per l’inaugurazione del Salone Nautico, le istituzioni culturali del Comune di Venezia e la città stessa offrono diverse occasioni per far scoprire a cittadini e visitatori nuovi scorci di storia veneziana, partecipare a dibattiti culturali e godere delle bellezze artistiche del passato con uno sguardo sempre diretto verso il futuro e l’innovazione. 

 

MARTEDÌ 25 MAGGIO 2021, ORE 16.30: ECONOMICS TUESDAY TALKS #NextGenerationEU

La contabilità moderna: dalle origini veneziane alle prospettive contemporanee

Continuano gli Economics Tuesday Talks, i dibattiti online organizzati dal dipartimento di Economia dell’Università Ca’ Foscari Venezia per dare spunti riflessivi per capire meglio ed essere consapevoli dei fenomeni che ci circondano e che impattano sulla nostra vita, sul nostro lavoro, sulle nostre abitudini e sui nostri ritmi. L’incontro di questa settimana rientra nel focus #NextGenerationEU e sarà dedicato al tema della Contabilità moderna: dalle origini veneziane alle prospettive contemporanee. Venezia nella sua lunga storia ha diversi “primati” in materia di contabilità. L’invenzione stessa della partita doppia da parte dei mercanti veneziani, il primo trattato mai scritto di contabilità in forma di manoscritto così come pubblicato (da Luca Pacioli). La prima Scuola superiore di commercio in Italia (e la seconda al mondo) è Ca’ Foscari (1868) e la prima cattedra accademica di Ragioneria è stata istituita a Venezia (1872) e tenuta da Fabio Besta, che ha fondato la “scuola veneta” o “veneziana” della ragioneria. La cattedra di Fabio Besta è stata poi di Gino Zappa che ha fondato la scuola di “economia aziendale”, prima in Italia ed è stato Rettore di Ca’ Foscari.

Interverranno all’incontro Stefano Coronella, Docente di Economia Aziendale, Dipartimento di Studi Aziendali ed Economici, Università degli Studi di Napoli “Parthenope”, Massimo Da Re, Presidente Ordine dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili di Venezia, Chiara Mio, Docente di Economia Aziendale, Dipartimento di Management, Università Ca’ Foscari Venezia, Ugo Sostero, Docente di Economia Aziendale, Dipartimento di Management, Università Ca’ Foscari Venezia.

Introduce e modera Monica Billio del Dipartimento di Economia, Università Ca’ Foscari Venezia.

La partecipazione all’evento online che si terrà martedì 25 maggio alle 16.30, è gratuita, previa registrazione sul sito https://www.eventbrite.it/e/biglietti-contabilita-moderna-dalle-origini-veneziane-alle-prospettive-contemporanee-152644514853.

 

GIOVEDÌ 27 MAGGIO 2021, ORE 17.30: PRIMA CONFERENZA DEL CICLO “VIAGGIO NELLA STORIA DEL TEATRO” A CURA DI ALBERTO TOSO FEI

Dalla Commedia dell’Arte alla nascita del teatro veneziano; una famiglia di teatranti: i Casanova

In occasione delle celebrazioni dei 1600 anni di Venezia il Settore Cultura del Comune di Venezia attraverso il Teatro Toniolo presenta un piccolo ciclo di conferenze legate alla storia del teatro veneziano orchestrato dallo scrittore veneziano, Alberto Toso Fei. Gli approfondimenti, della durata di 45 minuti, si terranno su piattaforma zoom giovedì 27 maggio, 3 giugno e 10 giugno alle ore 17:30 e analizzeranno la storia del teatro veneziano e dei protagonisti che ne fecero le fortune, oltre a una serie di aneddoti gustosissimi e sconosciuti al grande pubblico.

Il primo appuntamento previsto per questo giovedì 27 maggio è dedicato al tema: Dalla Commedia dell’Arte alla nascita del teatro veneziano; una famiglia di teatranti: i Casanova. 

Per partecipare è necessario inviare una mail a infocultura@comune.venezia.it.

 

GIOVEDI 27 MAGGIO 2021, ORE 17.00: CONCERTO “EUROPA IN MUSICA” CON IL QUARTETTO MANFREDI AL CONSERVATORIO BENEDETTO MARCELLO 

A 250 anni dalla nascita di Beethoven e in occasione dei 1600 anni di Venezia e della Festa dell’Europa 2021, il Conservatorio Benedetto Marcello di Venezia dedica un concerto al compositore tedesco in collaborazione con la sede veneziana del Consiglio d'Europa. Giovedì 27 maggio 2021 alle ore 17.00 si terrà il concerto “Europa in musica” eseguito dal quartetto d'archi il "Quartetto Manfredi" nella Sala Concerti del Conservatorio e diffuso online in diretta alla pagina facebook dello Europe Direct del Comune di Venezia e contemporaneamente alla pagina facebook della sede veneziana del Consiglio d'Europa. A suonare come primo violino ci sarà Giovanni Claudio Di Giorgio, come secondo violino Sofia Bolzan, Matteo Terenzio Canella sarà alla viola e Giacomo Grespan al violoncello. 

 

SABATO 29 MAGGIO 2021: INAUGURAZIONE DEL SALONE NAUTICO DI VENEZIA

Dopo la prima edizione nel 2019, torna il Salone Nautico di Venezia da sabato 29 maggio a domenica 6 giugno 2021Con nove giorni di manifestazione aperta al pubblico con orario 10.00-20.00 si potranno ammirare più di 220 barche di oltre 160 espositori ma anche le spettacolari strutture dell’Arsenale della città, simbolo del potere e della potenza militare della Repubblica Serenissima e cuore della sua industria navale che le ha consentito di essere una delle più grandi potenze marittime per secoli. Un contesto storico di grande suggestione nel pieno centro di Venezia, composto da un bacino acqueo di 50.000 mq, oltre 1000 metri lineari di pontili per circa 150 imbarcazioni in acqua, 30.000 mq di spazi espositivi esterni, e padiglioni coperti per circa 5.000 mq complessivi.

Il Salone Nautico Venezia è promosso dal Comune di Venezia e realizzato attraverso la società Vela spa, in collaborazione con la Marina Militare Italiana

In ragione dei protocolli sanitari l’accesso alla manifestazione è contingentato con ingressi giornalieri su fasce orarie con percorso unidirezionale.

Per maggiori informazioni consultare il sito ufficiale www.salonenautico.venezia.it

Per acquistare i biglietti: https://www.salonenautico.venezia.it/visitatori/ticketing/

 

SABATO 29 MAGGIO 2021, ORE 18.00: VENEZIA PORTA D’ORIENTE, CONCERTO AL CONSERVATORIO BENEDETTO MARCELLO DI VENEZIA

La musica e la Via della seta: un viaggio nel mondo musicale dei Balcani, del Medio Oriente, del Caucaso

Con un concerto al Conservatorio Benedetto Marcello giunge al termine il progetto Venezia Porta D’Oriente, che rientra nelle celebrazioni dei 1600 anni dalla fondazione della città di Venezia e punta ad andare alla radice del fenomeno della modalità più antica della “scala musicale” partendo dai tempi di Tolomeo d’Alessandria fino ad arrivare ad analizzare gli albori della tonalità in Occidente e in Oriente. L’ultimo appuntamento è in programma sabato 29 maggio 2021 alle ore 18.00 alla Sala Concerti del conservatorio veneziano e sarà diretto da Aleksandar Sasha Karlic e coordinato Tiziano Bagnati. 

L’ingresso gratuito con prenotazione obbligatoria all’indirizzo ufficio.stampa@conservatoriovenezia.eu

 

SABATO 29 MAGGIO 2021, CONVEGNO “OCEANI SUNT SERVANDI” ALL’ISTITUTO DI STUDI MILITARI MARITTIMI 

Proteggere il mare e le sue risorse. Il mare tra tutela ambientale, interessi economici e considerazioni strategiche

​In concomitanza con l’apertura del Salone Nautico di Venezia, presso la Biblioteca dell’Istituto di Studi Militari Marittimi, si terrà il convegno “Oceani Sunt Servandi” per approfondire i temi legati alla protezione del mare e delle sue risorse. Il 29 maggio pomeriggio, infatti, diverse figure di rilievo del mondo della scienza, ma anche dell’economia e dell’industria, unitamente a figure di vertice della Marina Militare interverranno sui temi più attuali relativi alla protezione degli oceani quale risorsa imprescindibile per il vivere umano per richiamare l’attenzione verso un patrimonio collettivo come quello degli oceani da difendere e sfruttare in modo ecocompatibile, ragionando anche sull’importanza delle risorse vecchie e nuove di tipo energetico ma anche alimentare. 

Un convegno in forma “digitale” che si dividerà in due appuntamenti: il pomeriggio del 29 maggio e l’intera giornata del 31 maggio. 

L’evento sarà trasmesso in diretta sul canale YouTube al link: https://www.youtube.com/watch?v=z0k-awd3qWU e sulla  pagina Facebook della Marina Militare

 Per ulteriori informazioni, ecco il programma completo dell'evento

 

TUTTI GLI ALTRI EVENTI DISPONIBILI SUL TERRITORIO

  • Laguna InVita a Palazzo Corner Mocenigo in Campo San Polo (dal 20 maggio 2021 al 31 ottobre 2021)

Per info: https://www.palazzocornermocenigo.it/Galleria/Mostra%20Acquerelli/?id=1

  • Mostre "The Soul Expanding Ocean" a cura di Chus Martínez (dal 3 maggio 2021 al17 ottobre 2021) e “Ocean in Transformation Territorial Agency” (dal 3 maggio 2021 al 29 agosto 2021) al centro Ocean Space nella chiesa di San Lorenzo a Venezia.

Per infohttps://www.ocean-space.org/it/

  • Festa dell’Europa 2021 (dal 5 al 31 maggio 2021)

Per info: http://events.veneziaunica.it/europedirect/en

  • Mostre “Venezia Panoramica” e “Un’evidenza Fantascientifica” alla Fondazione Querini Stampalia (Dal 14 maggio al12 dicembre 2021)

Per info: http://www.querinistampalia.org/ita/home_page.php

  • Festival del Vetro – Art’s Connection 2021 (dal 26/03/2021 al 31/12/2021)

Per info: https://museovetro.visitmuve.it/it/eventi/eventi-in-corso/arts-connection-2021-festival-del-vetro/2021/03/19130/open-day-2021/

  • Progetto “Scrigni Veneziani” della Fondazione Musei Civici Venezia (dal 29/03/2021 al 25/03/2022)

Per info: https://www.visitmuve.it/it/scrigni-veneziani/

  • Mostra “Le Annunciazioni di San Rocco e il Tintoretto del Doge Grimani” alla Scuola Grande Arciconfraternita di San Rocco (dal 25/03/2021 al 27/06/2021)

Per info: http://www.scuolagrandesanrocco.org/home/

  • Progetto digitale “I diari del miglio” del Dorsoduro Museum Mile (da aprile 2021 ad aprile 2022)

Per info: https://www.cini.it/eventi/dorsoduro-museum-mile-venezia-1600-i-diari-del-miglio